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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 31 - 40
Fede
Un soffio che di neve
colpisce come inchiostro invisibile
sulle strade nere,
sui piedi, che addirittura corrono
nel freddo scalzi.
è come una lucciola,
racchiusa tra le mani
che, premurose a non far spegnere
il sorriso dei bimbi,
sono attente a proteggere
quella che luce dona alle stelle.
E nel seno delle foglie,
tremanti, esauste, deboli
a tendersi verso l’infinito,
diviene raggio,
nello sbocciar unico, di fiori
all’unisono e in coro
nell’aprir petali
nell’unico Suo dono.
Giovanni Paolo II
Stormi di pensieri
raccolti in ali d’angelo,
nel sorriso che perpetuo,
è nel cuore, come di un padre
o di un fratello.
Lo abbiamo amato,
nel suo bianco candore,
nel suo universo, d’insegnamento nel sorriso dipinto,
di simpatia nel volto e di pacche, dolci
che i giovani vogliono ricevere dai nonni.
E quel suo bacio,
il suo piegarsi d’umiltà,
alla terra che ci accoglie;
quel suo bacio
alle mani di noi tutti figli,
quell’essere matita
nel catturare il disegno di Dio.
E le sue parole, sono eco
per noi, i giovani,
che siamo corde che vocali
riaccendiamo, filtriamo come suoni
dai tasti di un pianoforte,
propagando arcobaleno
dalle mura fino alle nuvole del cielo,
così come la parola da Gesù
riportata in eterno
in graffiti per le grigie città.
Che il sole
così sbocci, come margherita
dalle rose calpestate,
e da noi con cura raccolte,
cambiando il mondo
dove pietra mai nessuno
oserà scagliare.
Speranza
Donando bacio
lavando di Te i piedi,
inchinandomi al pianto
forse persino odiando e poi chiedendo ammenda.
-Il terremoto ha spazzato via
tutto, ogni cosa, Padre-
Ho steso lacrime
sperando si asciugassero,
lì dove il cielo è di un nuvoloso
che soffoca la schiena delle speranze.
-Lo tsunami ha devastato
e nel suo stomaco ha portato, via con sé,
ogni ricordo, ogni volto, di questa mia vita,
ho pianto ancora, anche stanotte, Padre-
Ho pietrificato il dolore,
ho raccolto acqua in un vaso
per i fiori che i bambini hanno raccolto in silenzio.
Ho in quarantena il fuoco,
il bruciarsi piano dei miei dubbi,
l’incerta verosimiglianza
all’essere diafani e fragili.
Padre, in Te, ancora mi aggrapperò,
tra le preghiere sottili
che ho raccolto come conchiglie,
ascolterò poi la neve cadere
soffice come manna,
e ancora asciugherò lacrime…
Sono pronta a Ricostruire.
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