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Schiaffini Monica

Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 21-30

Incantato altrove



Gusci di granito e cristallo
ascesi da rifugio abissale
si dischiudono al mondo
svelando sembianze
di perla preziosa.
Ritorno mortale
ad affettuoso abbraccio
svela per noi totalità.
Ricomposizione di spirito,
fiamma custode d’ogni vita,
a corpo in cui è vissuto
mostrano ancora
ai nostri caduchi sguardi
il guscio di questa vita
alla quale appartenevi
prima d’affidare il respiro
a mondo nuovo.
Il dono da te ricevuto,
immerso in serena profondità
di sonno ancestrale,
asseconda limite umano
rivolto ad antica,
effimera concretezza.
La tua essenza non è più qui
ma ogni nostro attimo,
lambito dalla tua azzurrità,
s’impregna di carezze
che miti oltrepassano i confini
da un incantato altrove.



A Padre Pio con riconoscenza.













Umidi sguardi



Virgole protese a legnoso rincalzo
sgranano scaglie di fatale attesa
su esiguo margine d’ultima nota.
Motrici di passato in sosta
lungo rugginose linee tronche,
biascicano attimi a ritroso
nel dilatarsi lento d’umidi sguardi,
in volo fra consueti orizzonti
e risacca d’incagliate memorie.
Tremulo indugiare
al tepore di stagionali aspersioni
sulle panchine di perduti cortili,
funamboli sdruciti d’incerti domani,
frasi sconnesse spose a refrain,
corti respiri e fragili emozioni.
Strascicate ombre sole,
fruitori consunti di terapeutiche gocce
nel riarso bicchiere della vita,
custodi ancestrali di veglie notturne
per sorprendere ancora,
da vetri opachi di stanchezza,
il silenzioso albeggiare
di un altro mattino.





















A Karol



Braccia aperte di nonno
verso bimbi tanto amati,
consigliere ad incerta gioventù,
bastone per le rughe del tempo,
portatore di luminosa forza
in ogni umana sofferenza.
Passi decisi su crinali montani,
fra denso aroma di resina
levatosi in odoroso sottobosco,
manto d’innevato candore
e corposo fumo d’arsa legna
a dispiegarsi da petrosi comignoli.
Melodie d’infinito in quota,
dove ancor più vicino
percepivi il respiro del Padre.
Sconfinato il tuo viaggiare
per tendere mani generose,
ricevere volti d’ogni colore,
tessere preghiere in ogni dove.
Immenso amore per ogni creatura,
anime colme del soffio divino,
semplici ed innocenti compagne
sulla giostra della vita,
dalla quale giunse il tempo
della tua amara discesa,
scintillando all’estremo
l’ultimo tuo barbaglio.
Cullante rimarrai d’umani cuori
ad imperitura memoria.



A Giovanni Paolo II

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