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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 31-40
MANI DI VECCHI
Mani di vecchi,scarne,
con le unghie affilate
come artigli di rapaci:
attraversate ovunque
da gonfie e nere vene
anastomosi
che sembrano fiumi di mosto
immissari ,
dopo aver disegnato meandri,
agli spazi vicini;
aggrappatevi tremanti
ai banchi di chiesa,
accarezzate col pollice
quei lisci legni
graffittati da lame
scolpiti e trafitti
da lettere iniziali
di anonimi nomi,
per poi posarsi alla sera,
a croce,
sul decrepito corpo
che spera ormai
sognando
giardini e dimore eterne.
CANTO DI NEGRO
Solo,come un cane randagio,
corro in questa via buia.
Odo ogni tanto
qualche grido allegro di donna,
il pianto d'un bimbo.
L'extracomunitario stasera
non ha acceso il lume
della sua baracca
di cartone e di latta
di fronte al mare
profumato di salsedini.
Forse anche oggi
č stato sfruttato dai bianchi.
Chissą, ora sogna
le infinite dune
strisciate dal vento,
l'amata sua sposa lontana,
i figli ciarlieri.
Solo, come un lupo famelico,
vagolo
e dietro lascio grida inumane.
Non ti voltare
osserva
servi e cammina.
LA PASSIONE DI CRISTO
Cristo scarno,
Cristo morente
su due forme d'assi,
china il tuo capo
sulle anime.
Il sangue che esce dalle tue vene,
non implora vendetta,
fuma all'aria fredda
dei nostri respiri traditori,
non spacca i timpani
" Giuda! Caino!"
Solo i tuoi occhi,vivi,
bruciano il mio essere,
non oso toccar le perforate tue mani,
la tua carne che non E',
il tuo amore astratto
materializzato al tempo.
Corde uscenti dal tuo cuore
uniscono la tua vita
alla mia,alla nostra,
rompiamo questa continuitą,
lentamente,atrocemente.
Rantoli d'agonia,
giungono da lontano,visione immensa,
ulivi,vigneti ,case bianche,
masse di folla frastagliate,
colline che s'infrangono
contro il sole ormai spento,
tre vite sullo stesso altare.
Singhiozzi di una madre,
lacrime salate e amare
che vengono inglobate
dall'argillosa terra
senza pietą,
poi un perdersi di fuochi
gił per la china,
un rincorrersi di bimbi
tra i dedali
delle anime dei morti.
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