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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 31-40
GIOCHI DI SPECCHI
Più in là,
lontano nel tempo,
c’è la guerra
con le orribili immagini
dentro gli specchi:
un bimbo, solitario, piange,
senza coscienza
Più in là,
lontano nello spazio,
la terra brucia
illuminando il cielo,
con riflessi nell’acqua:
un ragazzo,impaurito, corre,
seguito dalla sua ombra.
Più in là,
lontano nella memoria,
c’è il ricordo
di eventi nascosti
da vuota insensibilità:
una mamma,smarrita, prega
sulla tomba del figlio soldato.
Più in là,
lontano dai media,
c’è la fame
di gente che nasce
senza la storia di un futuro:
la società, allibita, è inerte,
priva di soluzione vitale.
Più in là,
lontano nella fantasia,
c’è la speranza
di una vita migliore
sugli specchi dell’eternità:
una folla, vincente,canta
la metamorfosi compiuta.
OUTSIDER
Policromia dell’esistenza,
incrollabile empireo
di una vita vissuta
a coniugare costantemente
la forza delle idee
con il turbinìo dei tempi…
Caleidoscopica luce,
venuta dall’Oriente,
ha attraversato i deserti
dei cuori induriti,
scavalcando i muri,
caduti con le ideologie.
Desideroso di vita,
ha baciato, estatico,
le orchidee trasparenti,
fecondate dall’amore
e protese nel tempo
a raggiungere il cielo.
Strabilianti coincidenze,
profeticamente scatenate,
di pericolosi attacchi
miracolosamente superati:
eroismo decretato
dalle masse festanti
Coraggiosa volontà
d’inginocchiarsi alla storia
e chiedere perdono
di macroscopici errori:
costante paradosso
di tempi ormai superati.
Universale visione,
ha valicato confini contratti,
inchinandosi a qualsiasi terra,
per avvicinare l’umanità
alla radice comune
di un’unica origine.
Incessante torre orante
di visione geo-trascendente
per disincantare i temuti silenzi
di un Dio certamente offeso
da insensati conflitti
scatenati da supposti moventi.
Dolorosa esistenza
del corpo e dello spirito:
assurda miopia di gruppi,
provvidenzialmente sconfitti
da miracolosa resistenza
decantata dalla storia.
VICINANZA
Vedo, ancora,
con gli occhi della memoria,
quell’uomo piegato
a chiedere l’elemosina
con l’unico suo braccio
rubato alla guerra.
Ascolto, ancora,
con l’eco dei sentimenti
quella voce implorante
frammenti di vita,
chiesti con l’unica mano
sfuggita al destino.
Avverto, ancora,
a distanza di tempo,
l’invito pressante
a spezzare il pane
e mangiarlo insieme
sul desco familiare.
Rivedo, ancora,
nello specchio conservato,
i particolari di un viso,
affascinante magnete
di forti ardori,
difficili a spegnere.
Ricordo, ancora,
come splendidi flash back,
momenti intensi
di vibrazioni continue,
per amori sbocciati
sulle strade della gioventù.
Rivivo, ancora,
con la stessa intensità,
le forti emozioni
di preghiere rivolte
al Tabernacolo rinchiuso
nella teca del mio cuore.
Vorrei tornare, ancora,
al passato per eternare oggi,
la vita di ieri,
vissuta nella speranza
di giorni felici
spuntati all’orizzonte.
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