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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 61-70
Oso, guardare ancora il cielo..
Col fango sul volto emergo
da un putrido, fangoso sentiero
caduta per indifferenza, insolenza, accidia
trascinata da mani sporche
che credevo sincere amiche.
Là il piacere della dipendenza
divenne presto cronico dolore
perchè l'anima mia si era atrofizzata, sopita
e la verità aveva raggiunto impossibili quote.
Donai infelicità, privai della pace chi mi amava
prima divertendomi e godendo di ciò che facevo
e poi piangendo del male che a me stessa infliggevo.
Reproba dal mondo
desiderai e toccai con le mie dita
la morte fisica, giacchè quella spirituale
...da tempo era finita. Ma fu allora che Tu
mi allungasti la mano
ed io superando la vergogna
per ciò che avevo fatto
ebbi l'ardore di sospingere via
la forza dell'eterno male.
Malgrado i miei peccati
Tu, solo, nel fango mi cercavi
è questo che mi dette coraggio
sapere che mi amavi.
Hai sollevato una peccatrice
ma gli altri sono ancor lì, distesi
incapaci d'alzarsi, stolti e storditi
che annaspano nella melma
della ragionevolezza del nulla.
Non vedono. Non sentono. Non credono.
E non hanno pace
e non hanno amore
e non hanno speranza.
La luce si è spenta nei loro occhi
loro sono senza vita.
Io barcollo nel cammino
di questa nuovo sentiero
ma guardo avanti e col tuo coraggio
oso, guardare ancora cielo.
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