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I Edizione
gratitudine (amore)
Aspetto con serenità
il sorgere del sole,
il calare della notte.
La meta lontana
rinasce ogni giorno,
in un lungo viaggio
colmo d'attese,
uniche, vere.
Ma non possiedo nulla,
spogliato della corazza
ora, nudo nel deserto.
Conscio nell'intimità,
volgo verso l'esterno
con amore,
senza presunzione,
con gioia.
Ora vivo,
consapevole nella ricchezza,
che nulla è mio.
La fede m'affianca
nella creazione,
mi scioglie,
mi filtra,
mi unisce.
Ringrazio il tempo
che mi è stato concesso...
giro con devozione la clessidra
alzo lo sguardo al cielo
ed osservo il senso dell'immenso.
E lascio l'impronta
sulla sabbia…
poi il vento,
la farà scomparire.
Quel poco che ho
è solo misericordia.
Un dono immenso
che mi fa apprezzare ciò
che non conoscevo.
Adelmo Cavuti
CARITA'
Energizziamoci alle sorgive
della Carità
che erompe dalle fosse primordiali
della madre terra.
I suoi zampilli sono
la Fratellanza,
sicura memoria di appartenenza
all'Unità,
la Compassione,
insormontabile appagamento
dell'Umanità,
l'Ecumenismo,
comprensione dell'illimitato
svelamento del Tutto.
Catarella Irene
Senza rivelazione
Hai sguardo di paura
pelle brunita incrostata di sale
odore di gommone sui vestiti.
Non parli più. Stai muto
sul ciglio delle strade
bimba venduta
a un prezzo che non paga
neppure la vergogna.
Ostenti barba incolta
pupille dilatate
e le Tue piaghe
non sono, sulle braccia,
che buchi di siringa avvelenata.
Non puoi farci una colpa del timore
che oggi c'impedisce d'invitarTi
mentre scende la sera
su questa nostra Emmaus
senza rivelazione
…e Tu
neppure spezzi il pane…
…………………..
Maurizia Fervari
CIMITERO VECCHIO
……E vi vedo,
solitarie sguarnite lapidi del vecchio cimitero,
abbandonate a voi stesse
anche dall'ultimo amore…
rese grigie negli anni
da un tempo impietoso
di lacrime e pioggia,
dignitosa testimonianza
di destini comunque vissuti…
di gioie e dolori che la morte livellò…
…forse senza giustizia…
…vi vedo…
Voi, con le vostre foto un po' opache
frammento di esistenze passate
voi, allietate soltanto da un fiore di stoffa
sbiadito dal sole,
voi…
in un tempo che non è più il vostro
allo sbando voi siete!
Orfane dei premurosi affetti
di chi vi pianse un giorno lontano
ed ora è partito…
abbandonate per umana sorte,
dai dolori di un destino
che cieco disperde gli uomini
…come manciate di sementi
nel vento…
Gabriella Manzini