Menu principale:
VI Edizione
Blunda Antonio
Fratelli
Fratelli,
non andate.
La luna sorveglia i raccolti
gracile
nel suo cuore di miele.
Ascolta
affilata
tra le mandibole
le grida d'una madre
dai seni corrosi.
Fisserete anche lei
con l'occhio dei fucili
come scimmie sui rami.
Lo so.
Fratelli,
non andate. Ascoltate.
Chi penserà ai raccolti?
Un uomo solo è rimasto
e vanga l'orizzonte
testardo
nell'odore nauseabondo di sangue.
Pace,
sulle sue palpebre.
(Ai bambini di tutte le guerre)
Schiaffini Monica
Incantato altrove
Gusci di granito e cristallo
ascesi da rifugio abissale
si dischiudono al mondo
svelando sembianze
di perla preziosa.
Ritorno mortale
ad affettuoso abbraccio
svela per noi totalità.
Ricomposizione di spirito,
fiamma custode d'ogni vita,
a corpo in cui è vissuto
mostrano ancora
ai nostri caduchi sguardi
il guscio di questa vita
alla quale appartenevi
prima d'affidare il respiro
a mondo nuovo.
Il dono da te ricevuto,
immerso in serena profondità
di sonno ancestrale,
asseconda limite umano
rivolto ad antica,
effimera concretezza.
La tua essenza non è più qui
ma ogni nostro attimo,
lambito dalla tua azzurrità,
s'impregna di carezze
che miti oltrepassano i confini
da un incantato altrove.
Alvino Domenico
Befehlen
Sentieri
Befiehl dem Herrn deine Wege1
"affida i tuoi sentieri al Signore"
dice la brava donna passando
con un tocco alla guancia
che subito il ragazzo
strofina via, quasi glielo ributta
scontento. Ma era già dietro lui
der Herr tra i sassi prima così bui
e subito così splendenti
o una finestra di fronte
s'era lasciata andare giù a picco
sulle cose… che dissero… qui siamo
qui. Era così presso anche
lei, la ragazza, lasciati cadere
dalla fronte i dispetti, le ombre
nemiche, la muraglia ostile
che prima gli scagliava.
Che hai lì? Dove? Tra le mani.
Aveva tra le mani gracili che tendeva
una moltitudine di sentieri
dal profumo intenso di selva
che di sera s'era sentito smorire
e adesso anche queste vie qui
lo riverberavano. Dove? Li tenevi dove?
Lui disse trattenendo il fiato.
Qui erano. Sotto la tua giacca, quando
ti abbracciavo. E stettero così
che tutto l'universo passò loro tra i capelli
con le stelle che fluivano
le comete dentro i respiri trattenuti
nei passi circospetti che se ne andavano
con quella visione di sentieri
tra le ciglia.
Ferrigno Mario
Al padre defunto
Tu mi hai preceduto
e mi aspetti.
Su questa terra,
presto ritorniamo cenere
che il vento soffia via;
l'anima nostra va in un'altra dimora,
non scandita dai battiti dell'orologio.
Anche se le distanze paiono infinite,
noi siamo più vicini che mai:
L'Infinito non ha limiti,
L'Eterno non ha confini.
"Io prego per te, con te
e tu, da lassù, intercedi per me",
sotto e dentro un Cielo di stelle.
Monari Tiziana
La veste azzurra
Fino alla prima luce dell'aurora Ieshu sarà solamente mio
il suo corpo strofinato ad acqua e sale
il suo respiro nato da un fiato di parole
non da un seme
sarà vento qui a Bet Lehèm
nel regno di una notte di Kislev scarsa di luna
per me sposa promessa da una sillaba sul labbro
sarà coperto dalla mia veste azzurra
da carovane di stelle passeggere
dalle voci dei pastori in cerca d'alba
sarà vendemmia, siero di latte e miele nel mio corpo di bambina
le parole di una benedizione
la perfezione d'ombra
la durata di un'asciugatura
sarà in tutte le fibre del mio ventre
figlio nato da nessuna goccia d'uomo
ma dal vento asciutto di un annuncio
vedrà una cometa appesa a un cielo di lanterne
la polvere di un deserto antico
una nascita lontana dagli uomini e dal giorno
sarò corda di una madre incudine
madre di tutte le scintille.
E lui solo mio figlio.
Le Piane Fausta Genziana
HIROSHIMA
6 agosto 1945
6 agosto 2009
Non arcobaleno in cielo
ma striscia di luce
scolorita da vento forte.
L'impronta dei tuoi geta,
Yoko,
col nodo fatto
dall'intreccio d'amore
delle mie mani,
è solo un fantasma.
O forse un sogno.
Seguo
i tuoi passi nel giardino,
dolce Yoko,
mentre vai a scuola
e il rumore del legno
sui sassi
martella
la superficie del mio cuore.
Ti raggiungo
infine.
Nel tuo mondo di polvere.