Menu principale:
Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 71-80
L’Aquila 6 Aprile
L’Aquila
Vorrei salvarmi
dallo spiazzo vuoto
che è dolore di casa
dalla crepa che dilata in ricordo
e sopravvivere aria
scapezzare i giorni del dopo
erica o acero campestre
semplici alla vita
Oggi si spegne
il cielo invernale
negli occhi brezzati d’ombre
l’indaco è notte
che adesca ospiti
ombre spezzate
di una storia interrotta
IL MALE
Riconosco la fosca luce del cipresso
che deraglia i sogni
quando la serpe si avvita
al ricordo dei fiori
Riconosco il colore stonato degli alberi
la leggerezza sulle mani sbiancate
gli occhi nudi di gheppio
Riconosco l’inverno
stagione di spente battaglie
a pregare per ogni ferito
ed ogni innesto nell’anima
Quando si arriva a morire
non si è amato abbastanza
CREDERE
Basterebbe una luna d’argento
per liberare di caligine il cielo
e un’altra occasione
per rischiarare l’anima
Ma questo vento fermo
sulla stilla di sangue
sgrana incertezze
e speranze intorpidite
Eppure padre il tuo disegno
inanellava risposte
sui volti inappurabili
volgeva l’ombra degli ulivi
sui fianchi aspri
di questo monte
Basterebbe pettinarti le lacrime
madre
e rivestire i miei panni
ma la croce è azzurrità di vita
e gravezza di morte
Menu di sezione: