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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 101-110
Vincenzo Carbone (in memoria)
Il mio osservar l’interiore indefinito
mi portò a conoscere vari personaggi,
fra i quali positivo rimane Carbone:
un tranquillo e composto vestire,
mezzo secolo di elastiche labbra,
da aperte al sorriso più che scanzonato
di goliardico studente impenitente,
con ammiccanti e caratteriali istrionerie,
a chiuse nel volto tagliato da dure linee,
mutato a cattivo, per sopportazione
e battaglie disperate, spesso perse.
Da inflessioni e parlare ponderato
vede bene la sua intelligenza
e traspare un’essenza filosofica:
“con gli altri, ridere e non pensare aiuta
a migliorare il gusto amaro della vita;
il dolore non dividerlo per conforto
significa soltanto moltiplicarlo!”.
Ora e a sempre
Gli anni sono passati ugualmente,
ma i prossimi saranno diversi,
peggiori, sembra incredibile,
che non siamo riusciti a capire
le parole vere che avevamo cercato
e ritornano a tormentarmi
per una risposta che non viene
da nessuna croce e dalla tua,
che scorrono sul bordo della mia strada.
Avrei chiesto a Dio di prendere il tuo fosso
per il benessere che davi sul freddo della strada:
mi mancherai come il sole.
Dolore tanto dolore e non fa sentire altro dolore
e sommerge ogni altro pensiero il tuo ricordo
che diventa peggio del maestrale
e non mi permette di affrontare il mare.
E’ lama amara nel profondo
il mio tributo a sopravvivere a te
per la gioia di averti avuto fratello.
Ora e a sempre, il pensiero di te
non è senso di sofferenza,
ma magnifico ricordo di cieli tersi
col vento di sole e il fresco del mare,
c’erano anche scogli taglienti
e l’onda maligna in agguato
ma sapevamo attraversarla sicuri,
insieme non da comuni fratelli
ma da veri amici sinceri,
a cui importava più che l’altro
da quei fondali dal blu così denso
riemergesse per un ritrovato sorriso.
Su una barca senza bussola
abbiamo sperato in percorsi guidati
da un fato ispirato da equo compenso
ma il conto non è mai tornato
e ritrovarci bastava a consolarci.
Ora, come al solito ti fai avanti per primo,
e parti per farmi strada,
ti abbraccio e raccomando a Dio
di accogliere la parte migliore di me.