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Capecchi Loriana

Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 61-70



Mani a noi chiedi
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Mani a noi chiedi,Dio
per regalare
spighe di pane ai poveri del mondo
agapi consumate per amore
ed ogni solitudine dell'uomo
deposta ai piedi esangui del tuo Cristo.

Sappiamo Signore che dentro il tuo cuore
attendono volti di genti passate
e ugualmente pietoso vegli i sonni
della fiera spietata o dell'agnello.
Di Abele e Caino
al pari preziosa la vita conservi.

A noi consegni l'erba sotto il cielo
su cui trascorre il vento e la sua voce
la terra madre a custodire il seme
il colore dei sogni nella notte
e un tetto per raccogliere le stelle.

Signore da sempre
che abiti l'aria e gli abissi del mare
lungo le strade che crociano il mondo
nella pioggia che scende o nella fiamma
non ho parole adatte a darti lode.

Per me lo fa la musica di uccelli
nell'alba lanciati a macchiarsi di sole
quando la luce è varco tra le foglie.
Un nuovo giorno chiama.
La vita risponde.




Sia la pace di tutti
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Porgi la mano senza più esitare.
Chiarore di pelle e brunito insertati
appaiono ancora più belli.
Non credi?

Identico il riso che approda alle labbra.
Medesimo il pianto disceso dal ciglio.
Uguale nel bianco e nel nero
l’amore fa battere il cuore.
Né tuo
né mio è il conteggio dei giorni
ma nostra
la vita che spinge a uno stesso destino.

Eppure da sempre rumori di guerre
che strappano figli all’abbraccio di madri
e inchiodano ancora innocenti a una croce.

Al suolo rimane
tarpata nel volo una chiara farfalla
la pace
che cerca da sempre raggiungerci al cuore.

E il cielo passando registra la vita
negli occhi di bimbi indifesa
la fame
feroce che un seno ricerca di madre.

Di pietà vesta l’uomo ogni bandiera
che il vento abbraccia con uguale ardore.
Sia la pace di tutti perché il cuore
dell’intera umanità non ha colore.

Una briciola d’amore
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Ancora tempo donami,Signore.
Sulla strada mi aspettano fratelli
che grandi hanno gli occhi e una mano sul cuore
per linguaggio non uso alle parole.
“ Grazie mama….. “
e un sorriso fiorisce le labbra
la testa s’inchina
a me che dono solo una moneta
capace di illudere un morso di fame.

Mano che dona non rimane vuota.
Tu intera la riempi del tuo amore
e ad essa spingi il prossimo che chiama
sciogliendo poi catene da ogni carne
nei ghetti confinata.
Vuol volare
dove matura sotto il sole il grano
ed il lavoro partorisce pane.
Fuga non sia ma forza della vita.

Allora non più le affollate carrette del mare
che i corpi di tanti discesero al fondo
e al nostro silenzio consegnano sguardi
di poveri cristi traditi da un Giuda.

Signore,
regala tenerezza ai miei pensieri.
Io dono ne farò.
Scrivi parole
di cielo sulle pagine del cuore
di gente che non spera. Di me fai
soltanto una tua briciola d’amore.





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