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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 61-70
Lux perpetua
Amato che fu il tempo andato,
di eroi e divinità,
mi ritrovo in quest’aere nuova
di acidi e gas dai soporiferi intenti.
Schiere di mostri bifronti mi tagliano la strada.
Tutti affamati, con occhi iracondi,
Cercano brandelli di piacere.
Unghie affilate, ma non per arrivare
Al cielo.
L’occhio cade stanco
su unica serratura di luce.
Mia sentinella di eternità,
nessuna notte è tanto buia
da negarmi il tuo abbraccio
dolce e avvolgente.
Varco tra dimore il cui accesso
è segnato da labirintiche nuvole,
trafitte qua e là dallo splendore
dell’occhio lunare.
La curiositas umana è imitazione pallida
di quella divina, creante squarci nel cielo
onde osservare le tenebre
delle sue creature.
Lentamente la luna scompare
dietro il velo grigio del suo pudore
di lei un bagliore rimane,
condotto a noi dalla spia nemica
delle soldate, vigilanti, nuvole.
Exultet
Signore,
per il pensiero che oscilla tra l'esistente e l'impossibile
per quegli acini di angoscia mal sotterrati
per l'indicibile desiderio di prendere la luna
tutti gli astri e quei fantasmi nel cielo
e portarli qui sulla terra a marcire
Signore,
per lui che forse non esiste
e per me che ballo sempre lo stesso valzer
di incantata prefabbricata solitudine
per tutto questo astratto dolore
e l'insoddisfazione
accetta il mio ringraziamento
perché è in questo anfratto di tristezza
che apprezzo il sorgere
di un sorriso.
Miserere
Le tue mancate circuizioni
han prodotto più lusinghe
di concentriche adulazioni
L'assenza di spudorate
contraffazioni del vero
persuaso moltitudini di me
rendendoli a te seguaci
Infine l'artificiosa malizia
del chiaroscuro esperta
non ha trovato ombre
al tuo immacolato candore
sprigionando più estasi
in me, che l'eccitazione
stessa.
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