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Avvenimenti
teologia cattolica e pedagogia della religione amburgo
CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2010 (VIS). Martedì 18 maggio 2010 è stato firmato ad Amburgo (Repubblica Federale di Germania), un Accordo fra la Santa Sede e la Città Libera e Anseatica di Amburgo per l'erezione di un centro di formazione per la Teologia Cattolica e per la Pedagogia della Religione presso l'Università di Amburgo.
Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania. Per la Città Libera e Anseatica di Amburgo ha sottoscritto l'Accordo il Senatore per la Scienza e la Ricerca, Signora Herlind Gundelach.
Era presente alla cerimonia anche l'Arcivescovo Werner Thissen, di Amburgo, con il Vescovo Hans-Jochen Jaschke, Ausiliare di Amburgo. L'Università di Amburgo era rappresentata dal Vice-Presidente, Professor Holger Fischer; è intervenuto anche il Decano della Facoltà Teologica Evangelica.
RELIGIONI INSEGNANO FRATERNITÀ E PACE CRUCIALI SVILUPPO
CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2010 (VIS). I partecipanti al Convegno della Fondazione "Centesimus Annus - Pro Pontifice", presieduta da Domingo Sugranyes Bickel, sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre.
"Ho apprezzato" - ha detto il Papa ai convegnisti - " che il vostro incontro ponga al centro della riflessione la relazione tra 'sviluppo, progresso, bene comune'. In effetti, oggi più che mai, la famiglia umana può crescere come società libera di popoli liberi quando la globalizzazione viene guidata dalla solidarietà e dal bene comune, come pure dalla relativa giustizia sociale, che trovano nel messaggio di Cristo e della Chiesa una sorgente preziosa".
"Il bene comune è la finalità che dà senso al progresso e allo sviluppo, i quali diversamente si limiterebbero alla sola produzione di beni materiali; essi sono necessari, ma senza l'orientamento al bene comune finiscono per prevalere consumismo, spreco, povertà e squilibri; fattori negativi per il progresso e lo sviluppo".
"Come rilevavo nell'enciclica 'Caritas in veritate'" - ha proseguito il Pontefice - "uno dei maggiori rischi nel mondo attuale è quello che 'all'interdipendenza di fatto tra gli uomini e i popoli non corrisponda l'interazione etica delle coscienze e delle intelligenze, dalla quale possa emergere come risultato uno sviluppo veramente umano'. Una tale interazione, ad esempio, appare essere troppo debole presso quei governanti che, a fronte di rinnovati episodi di speculazioni irresponsabili nei confronti dei Paesi più deboli, non reagiscono con adeguate decisioni di governo della finanza. La politica deve avere il primato sulla finanza e l'etica deve orientare ogni attività".
"Il bene comune è composto da più beni: da beni materiali, cognitivi, istituzionali e da beni morali e spirituali, quest'ultimi superiori a cui i primi vanno subordinati. L'impegno per il bene comune della famiglia dei popoli, come per ogni società, comporta, dunque, il prendersi cura e l'avvalersi di un complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale mondiale".
"Pertanto, si deve assicurare che l'ordine economico-produttivo sia socialmente responsabile e a misura d'uomo, con un'azione congiunta e unitaria su più piani, anche quello internazionale. Parimenti, si dovrà sostenere il consolidamento di sistemi costituzionali, giuridici e amministrativi nei Paesi che non ne godono ancora in modo pieno. Accanto agli aiuti economici, devono esserci, quindi, quelli finalizzati a rafforzare le garanzie proprie dello 'Stato di diritto', un sistema di ordine pubblico giusto ed efficiente, nel pieno rispetto dei diritti umani, come pure istituzioni veramente democratiche e partecipative".
"Ciò che, però, è fondamentale e prioritario, in vista dello sviluppo dell'intera famiglia dei popoli, è l'adoperarsi per riconoscere la vera 'scala dei beni-valori'. (...) La nozione di sviluppo umano integrale presuppone coordinate precise, quali la sussidiarietà e la solidarietà, nonché l'interdipendenza tra Stato, società e mercato. In una società mondiale, composta da molti popoli e da religioni diverse, il bene comune e lo sviluppo integrale vanno conseguiti con il contributo di tutti. In questo, le religioni sono decisive, specie quando insegnano la fraternità e la pace".
"L'esclusione delle religioni dall'ambito pubblico, come, per altro verso, il fondamentalismo religioso" - ha concluso il Papa "impediscono l'incontro tra le persone e la loro collaborazione per il progresso dell'umanità; la vita della società si impoverisce di motivazioni e la politica assume un volto opprimente ed aggressivo".
PRIMO MINISTRO DI TONGA DAL SANTO PADRE
CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso, nella tarda mattina di oggi, il seguente Comunicato:
"Oggi 20 maggio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Primo Ministro del Regno di Tonga, Onorevole Dottor Feleti Vaka'uta Sevele, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
"Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sul processo di riforma istituzionale a Tonga, su alcuni aspetti della vita sociale ed economica dell'arcipelago, nonché sul significativo contributo della Chiesa cattolica in vari campi della promozione umana. Ha fatto seguito uno scambio di opinioni sulla situazione internazionale, con particolare riferimento ai problemi politici, commerciali ed ambientali che gli Stati insulari del Pacifico stanno affrontando in uno spirito di stretta collaborazione".
elogio del papa garanzia libertà religiosa in mongolia
CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2010 (VIS). Il nuovo Ambasciatore della Mongolia presso la Santa Sede, Signor Luvsantersen Orgil, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali. Nel suo discorso il Papa si è detto fiducioso che "i grandi progressi fatti in questi anni continueranno a portare frutto nel consolidamento dell'ordine sociale che promuove il bene comune dei vostri concittadini, mentre incoraggia le loro legittime aspirazioni per il futuro".
Il Papa ha espresso la sua solidarietà alla popolazione colpita dai rigori dell'inverno e dalle inondazioni dell'anno passato ed ha sottolineato che "i temi ambientali, particolarmente quelli connessi al cambiamento climatico, sono questioni globali e devono essere affrontati a livello globale".
Successivamente, riferendosi all'instaurazione di relazioni diplomatiche fra la Mongolia e la Santa Sede dopo i grandi mutamenti politici e sociali sperimentati dal Paese due decenni or sono, il Papa ha affermato che essi: "sono un segno dell'impegno della sua Nazione ad arricchire l'interscambio entro la più vasta comunità internazionale. La religione e la cultura, espressioni interconnesse di più profonde aspirazioni spirituali della nostra comune umanità, naturalmente servono ad incentivare il dialogo e la cooperazione fra i popoli al servizio della pace e dell'autentico sviluppo".
Il Pontefice ha espresso il suo apprezzamento "per il costante sostegno del Governo nel garantire la libertà religiosa. Lo stabilimento di una commissione, incaricata di applicare la legge in modo equo e di salvaguardare i diritti di coscienza e di libero esercizio della religione, è un riconoscimento dell'importanza dei gruppi religiosi nel tessuto sociale e del loro potenziale per la promozione di una futura armonia e prosperità".
"La primaria missione della Chiesa è quella di predicare il Vangelo di Gesù Cristo. Nella fedeltà al messaggio liberatore del Vangelo, essa cerca anche di contribuire al progresso dell'intera comunità. È questa missione che ispira gli sforzi della comunità cattolica di cooperare con il Governo e con la popolazione di buona volontà, adoperandosi a superare ogni genere di problema sociale".
"La Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "si preoccupa anche di fare la sua parte nell'opera di formazione intellettuale e umana, soprattutto educando i giovani ai valori del rispetto, della solidarietà e della sollecitudine verso i meno fortunati. In tal modo, essa si impegna a servire il Signore dimostrando caritatevole preoccupazione per i bisognosi e per il bene di tutta la famiglia umana".
PRIMO AMBASCIATORE EMIRATI ARABI UNITI
CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il primo Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, Signora Hissa Abdullah Ahmed Al-Otaiba, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
Nel suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "L'amore di Dio e il rispetto per la dignità del proprio prossimo, muove la diplomazia della Santa Sede e conforma la missione di servizio della Chiesa cattolica nella comunità internazionale. L'azione della Chiesa nell'ambito delle relazioni diplomatiche promuove la pace, i diritti umani e lo sviluppo integrale, e così si adopera per l'autentico progresso di tutti, a prescindere dalla razza, dal colore della pelle e dal credo".
"La Santa Sede e la Chiesa cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "si preoccupano di sottolineare la dignità dell'uomo allo scopo di mantenere una visione chiara ed autentica dell'umanità sulla scena internazionale e per raccogliere nuove energie al servizio di ciò che è meglio per lo sviluppo dei popoli e delle nazioni".
"Nonostante le difficoltà" - ha detto ancora il Pontefice - "gli Emirati Arabi Uniti hanno sperimentato una notevole crescita economica negli ultimi anni. In tale contesto, il suo Paese ha accolto molte centinaia di migliaia di stranieri venuti a cercare lavoro e un futuro finanziario più sicuro per se stessi e le loro famiglie".
"L'apertura degli Emirati Arabi Uniti ai lavoratori stranieri richiede costanti sforzi per rafforzare le condizioni necessarie ad una coesistenza pacifica e al progresso sociale, ed è da lodare. Vorrei ricordare con soddisfazione che vi sono molte chiese cattoliche costruite sui territori donati dalle pubbliche autorità".
"È forte desiderio della Santa Sede" - ha concluso il Papa - "che questa cooperazione continui e anzi fiorisca, secondo le crescenti necessità pastorali della popolazione cattolica che vive nel Paese. La libertà di culto contribuisce significativamente al bene comune e porta armonia sociale a tutte quelle società dove viene praticata. Vi assicuro che i cristiani cattolici presenti nel suo Paese desiderano contribuire al benessere della società, vivere timorati di Dio e nel rispetto della dignità di tutti i popoli e di tutte le religioni".
VESAKH: CRISTIANI E BUDDISTI DI FRONTE CRISI AMBIENTALE
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, presieduto dal Cardinale Jean-Louis Tauran, inviato ogni anno ai buddisti di tutto il mondo in occasione della festa di Vesakh.
Vesakh è la più importante festività buddista che ricorda i tre momenti fondamentali della vita di Budda. Secondo la tradizione il Budda storico nacque, ottenne l'illuminazione e disparve raggiungendo il Nirvana durante la luna piena del mese di maggio.
Il Messaggio di quest'anno ha per titolo: "Cristiani e Buddisti onorano la vita umana come base del rispetto per tutti gli esseri umani".
"Cogliamo quest'occasione" - si legge nel testo - "per riflettere insieme su un tema di particolare importanza oggi, e cioè, la crisi ambientale che ha già suscitato notevoli problemi e sofferenze in tutto il mondo. Gli sforzi delle nostre due comunità per l'impegno nel dialogo interreligioso hanno contribuito a creare una nuova consapevolezza dell'importanza sociale e spirituale delle nostre rispettive tradizioni religiose in questo campo. Riconosciamo di avere in comune una maniera di considerare valori come il rispetto per la natura di tutte le cose, la contemplazione, l'umiltà, la semplicità, la compassione, e la generosità. Questi valori contribuiscono a una vita di non violenza, equilibrio, e sobrietà".
"La Chiesa Cattolica considera la tutela dell'ambiente come intimamente legata al tema dello sviluppo integrale della persona umana e, da parte sua, non s'impegna solo nella difesa della destinazione universale dei doni della terra, dell'acqua e dell'aria, ma incoraggia gli altri a unire gli sforzi per proteggere l'umanità dall'autodistruzione. La nostra responsabilità nel proteggere la natura scaturisce, infatti, dal nostro rispetto reciproco e proviene dalla legge scritta nei cuori di ogni uomo e donna".
"Cristiani e Buddisti nutrono un profondo rispetto per la vita umana. È perciò cruciale per noi incoraggiare gli sforzi miranti a creare un senso di responsabilità ecologica, e riaffermare al contempo le nostre convinzioni condivise circa l'inviolabilità della vita umana in ogni stadio e condizione, la dignità della persona e la missione unica della famiglia, nella quale si impara ad amare il prossimo e a rispettare la natura".
"Promuoviamo insieme un corretto rapporto tra gli esseri umani e l'ambiente! Aumentando i nostri sforzi per la creazione di una coscienza ecologica per una coesistenza serena e pacifica, possiamo dare testimonianza di uno stile di vita rispettoso, che trova senso non nell'avere di più, ma nell'essere di più. Condividendo le prospettive e gli impegni delle nostre rispettive tradizioni religiose, possiamo contribuire al benessere del nostro mondo".
giornate di cultura e spiritualità russa in vaticano
CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato le "Giornate di Cultura e di Spiritualità Russa in Vaticano" che si concluderanno con un concerto in onore di Benedetto XVI (19-20 maggio).
I due eventi sono stati promossi dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
L'Arcivescovo Ravasi ha precisato che dal 14 al 20 maggio il Metropolita Hilarion di Volokolamsk farà tappa, con la Delegazione del Patriarcato di Mosca, a Ravenna, Milano, Torino e Bologna.
Nel pomeriggio del 19 maggio, il Metropolita inaugurerà a Roma una Mostra Fotografica, a cura del fotografo Vladimir Chodakov, su: "La Chiesa Ortodossa Russa oggi". Alle 16:30 avrà luogo il Simposio "Ortodossi e cattolici in Europa oggi. Le radici cristiane e il comune patrimonio culturale di Oriente e Occidente". Alle sessione interverranno il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e l'Arcivescovo Ravasi.
Il 20 maggio, alle 9:00, il Metropolita presiederà la celebrazione di una Divina Liturgia nella Parrocchia Ortodossa Russa di Santa Caterina martire. Nel pomeriggio, alle 18:00, avrà luogo un concerto dell'Orchestra Nazionale Russa e del Coro Sinodale di Mosca, in onore del Papa. Il concerto, promosso da Sua Santità Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, si terrà nell'Aula Paolo VI in Vaticano.
EMIRO DEL KUWAIT RICEVUTO DAL SANTO PADRE
CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2010 (VIS). "Oggi, 6 maggio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Emiro dello Stato di Kuwait, Sua Altezza Sheikh Sabah Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, il quale, successivamente, ha incontrato Sua Eminenza il Signor Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
"Nel corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse, con particolare riferimento alla promozione della pace nella Regione del Medio Oriente e del dialogo interreligioso. In seguito, si è rilevato il positivo contributo che la significativa minoranza cristiana apporta alla società kuwaitiana e ci si è soffermati sulle particolari necessità di tale minoranza".
terza riunione consiglio presinodale MEDIO ORIENTE
CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Nei giorni 23-24 aprile 2010 si è riunito il Consiglio Presinodale per l'Assemblea Speciale per il Medio Oriente, come informa un Comunicato emesso ieri, lunedì 3 maggio.
Alla riunione hanno partecipato: Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca d'Antiochia dei Maroniti (Libano); il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri (Siria); Sua Beatitudine Gregorios III Laham, B.S., Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria); Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano); Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini; l'Arcivescovo Ramzi Garmou, di Teheran dei Caldei (Iran), Presidente della Conferenza Episcopale Iraniana; l'Arcivescovo Luigi Padovese, O.F.M. Cap., Vicario Apostolico dell'Anatolia, Presidente della Conferenza Episcopale di Turchia. Non ha potuto prendere parte ai lavori Sua Beatitudine il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq).
L'ordine del giorno prevedeva, dopo il saluto e l'introduzione del Segretario Generale, Vescovo Nikola Eterovic, le comunicazioni dei singoli Membri circa la situazione ecclesiale nel contesto socio-politico delle regioni mediorientali e soprattutto l'elaborazione della bozza dell'"Instrumentum laboris", documento di lavoro dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi che avrà luogo dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: "La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. 'La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola' (At 4, 32)".
"L'obiettivo dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente è duplice" - si legge ancora nel Comunicato - "confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità mediante la Parola di Dio e i Sacramenti, e ravvivare la comunione ecclesiale tra le Chiese particolari, affinché possano offrire un'autentica testimonianza cristiana, a contatto con altre Chiese e comunità ecclesiali. Da qui l'urgenza di un impegno ecumenico convinto, 'perché tutti siano una sola cosa, perché il mondo creda' (cf. Gv 17, 21)".
"Il futuro Sinodo" - conclude il Comunicato - "sarà un'occasione preziosa per esaminare a fondo anche la situazione religiosa e sociale, per dare ai cristiani una visione chiara del senso del loro essere attivi testimoni di Cristo, nel contesto di società a maggioranza musulmana. Si tratterà, dunque, di procedere ad una riflessione sulla situazione presente, non facile a motivo dei conflitti e dell'instabilità, che causano l'esodo della popolazione, compresi non pochi cristiani".
auguri del papa al rabbino emerito di roma elio toaff
CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un Messaggio autografo di augurio al Rabbino emerito di Roma, Elio Toaff, in occasione del suo 95° Genetliaco, festeggiato ieri 3 maggio. Il Messaggio è stato letto pubblicamente da Monsignor Georg Gänswein, Segretario Particolare del Santo Padre, durante la solenne cerimonia tenuta a Roma in occasione della serata inaugurale della Fondazione Elio Toaff per la Cultura Ebraica.
"Penso" - scrive il Papa - "con le espressioni del Salmo, a come il Signore abbia rinfrancato l'anima Sua, guidandoLa per il giusto cammino, anche nella valle più oscura, nell'ora della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico. Il Signore, nei suoi misteriosi disegni, ha voluto che Ella sperimentasse in maniera singolare la sua salvezza, divenendo un segno di speranza per la rinascita di molti Suoi fratelli".
"Mi è specialmente caro ricordare il Suo impegno per la promozione di relazioni fraterne tra cattolici ed ebrei, e la sincera amicizia che La legò al mio venerato predecessore, il Papa Giovanni Paolo II".
NOMINE SINODO CHIESA CATTOLICA IN MEDIO ORIENTE
CITTA' DEL VATICANO, 24 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre, in vista dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo in Vaticano dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: "La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza.'La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un'anima sola' (At 4,32)", ha nominato:
- Sua Beatitudine Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), Presidente Delegato "ad honorem";
- Sua Beatitudine Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), Presidente Delegato "ad honorem";
- Sua Eminenza Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Presidente Delegato;
- Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri (Libano), Presidente Delegato;
- Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), Relatore Generale;
- L'Arcivescovo Joseph Soueif, di Cipro dei Maroniti (Cipro), Segretario Speciale.
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DALLE CHIESE ORIENTALI
CITTA' DEL VATICANO, 21 APR. 2010 (VIS). Sua Beatitudine il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halye, dopo aver ottenuto il consenso del Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, riunitosi a Lviv dal 29 novembre al 5 dicembre 2009, e informata la Sede Apostolica, a norma del canone 85, paragrafo 2 e 4 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha promosso il Vescovo Jaroslav Pryriz, C.SS.R., da Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Sambir-Drohobych degli Ucraini a Vescovo Coadiutore della medesima Circoscrizione Ecclesiastica.
riunione commissione chiesa cattolica in cina
CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nel pomeriggio di oggi il seguente Comunicato:
"Dal 22 al 24 marzo corrente si riunirà, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito nel 2007 per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa cattolica in Cina. Fanno parte di detta Commissione i Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese e di congregazioni religiose".
"La prima riunione plenaria, svoltasi nei giorni 10-12 marzo 2008, ebbe, come tema, la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI aveva indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Durante i lavori fu esaminata l'accoglienza, che era stata riservata al medesimo Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si fece anche una riflessione sui principi teologici, ispiratori della Lettera, al fine di cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina".
"Nella seconda riunione plenaria (30 marzo-1º aprile 2009) si prese in esame il tema della formazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale dei seminaristi e delle persone consacrate, nonché quello della formazione permanente dei sacerdoti".
"Nella prossima riunione plenaria si continuerà ad approfondire il predetto tema della formazione, affinché in Cina, come nel resto del mondo, l'opera dei sacerdoti e delle persone consacrate aiuti la Chiesa ad incarnare il Vangelo e a darne testimonianza, anche di fronte alle sfide poste dall'evoluzione delle condizioni sociali e culturali".
VISITA BENEDETTO XVI COMUNITÀ EVANGELICA LUTERANA ROMA
CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Comunità Evangelica Luterana di Roma, dove è stato accolto dal Pastore Jens-Martin Kruse, nella "Christuskirche" in Via Sicilia. Inaugurata nel 1922, la Chiesa fu visitata, nel dicembre 1983, da Papa Giovanni Paolo II che vi si recò in occasione del quinto centenario della nascita di Martin Lutero.
Mentre il Papa e il Pastore Luterano raggiungevano l'altare per la celebrazione, il coro, composto da luterani e da seminaristi cattolici tedeschi, intonava il "Jubilate Deo" di Mozart.
Dopo il saluto del Presidente della Comunità Luterana, Dr. Doris Esch - comunità in maggioranza tedesca - il Pastore Kruse e il Papa hanno tenuto l'omelia. Benedetto XVI ha invitato a ringraziare per il fatto "che siamo qui presenti insieme, per esempio, in questa domenica, che cantiamo insieme, che ascoltiamo la parola di Dio, che ci ascoltiamo gli uni gli altri guardando tutti insieme all'unico Cristo, rendendo così testimonianza dell'unico Cristo".
Nel corso dell'omelia a braccio, in tedesco, il Santo Padre ha affermato: "Ascoltiamo tante rimostranze per il fatto che non ci sono progressi nell'ecumenismo, ma dobbiamo dire - e possiamo dirlo con molta gratitudine - che già vi sono molti elementi di unità".
"Non dobbiamo restare contenti" - ha sottolineato il Papa - "dei successi dell'ecumenismo negli ultimi anni, perché non possiamo bere dallo stesso calice e non possiamo essere insieme intorno all'altare".
"Questo" - ha proseguito il Pontefice - "ci deve rendere tristi perché è una situazione peccaminosa, ma l'unità non può essere fatta dagli uomini. Dobbiamo affidarci al Signore, perché è l'unico che può darci l'unità. Speriamo che Lui ci porti a questa unità".
Richiamando le parole del pastore Kruse, il Santo Padre ha riconosciuto che il primo punto di incontro tra luterani e cattolici "deve essere la gioia e la speranza che già viviamo, e la speranza che questa unità possa essere più profonda".
Terminata la Visita, il Papa ha donato alla Comunità Luterana composta di 350 fedeli, una riproduzione del mosaico di Gesù Cristo, il cui originale è collocato sotto l'Altare della Confessione nella Basilica di San Pietro.
san bonaventura: unicità e continuità della chiesa
CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, all'opera letteraria e dottrinale di San Bonaventura da Bagnoregio.
"San Bonaventura, tra i vari meriti" - ha detto Papa Benedetto XVI - "ha avuto quello di interpretare autenticamente e fedelmente la figura di San Francesco d'Assisi". Infatti reagì di fronte alla corrente spiritualistica dell'Ordine Francescano, nata dalle idee dell'Abate Gioacchino da Fiore, che "sosteneva che con San Francesco era stata inaugurata la fase finale della storia (...) per iniziare la nuova Chiesa dello Spirito, non più legata alle vecchie strutture della Chiesa gerarchica. Vi era dunque il rischio di un gravissimo fraintendimento del messaggio di San Francesco, della sua umile fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, e tale equivoco comportava una visione erronea del Cristianesimo nel suo insieme".
"San Bonaventura affrontò il problema proprio nell'ultima sua opera (...) intitolata 'Hexaëmeron'" nella quale afferma che: "Dio è uno per tutta la storia (...). La storia è una, anche se è un cammino e (...) un cammino di progresso. (...) Gesù Cristo è l'ultima parola di Dio (...) Non c'è un altro Vangelo, non c'è un'altra Chiesa da aspettare. Perciò anche l'Ordine di San Francesco deve inserirsi in questa Chiesa, nella sua fede, nel suo ordinamento gerarchico"
"Questo non significa" - ha proseguito Benedetto XVI - "che la Chiesa sia immobile, fissa nel passato e non possa esserci novità in essa". Con l'espressione "Le opere di Cristo non vengono meno, ma progrediscono" "San Bonaventura formula esplicitamente l'idea del progresso (...) Anche san Bonaventura riconosce i Padri come maestri per sempre, ma il fenomeno di San Francesco gli dà la certezza che la ricchezza della parola di Cristo è inesauribile e che anche nelle nuove generazioni possono apparire nuove luci. L'unicità di Cristo garantisce anche novità e rinnovamento nel futuro".
"Anche oggi" - ha affermato il Pontefice - "esistono visioni secondo le quali tutta la storia della Chiesa nel secondo millennio sarebbe stata un declino permanente; alcuni vedono il declino già subito dopo il Nuovo Testamento. (...) Che cosa sarebbe la Chiesa senza la nuova spiritualità dei Cistercensi, dei Francescani e Domenicani, della spiritualità di Santa Teresa d'Avila e di San Giovanni della Croce, e così via? (...). San Bonaventura ci insegna l'insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell'apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa".
"Dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto è nuovo, che c'è un'altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare è finita, e avremmo un'altra, totalmente altra, un utopismo anarchico. Grazie a Dio, i timonieri saggi della barca di Pietro, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, hanno da una parte difeso la novità del Concilio e nello stesso tempo l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di grazia".
Commentando alcuni scritti teologico-mistici di San Bonaventura "che sono l'anima del suo governo", il Papa ha fatto rilevare l'importanza del suo capolavoro l''Itinerarium mentis in Deum', nel quale l'Autore indica che la conoscenza di Dio è un percorso in diverse tappe che culmina nella "unione appagante con la Trinità per mezzo di Cristo, a imitazione di Francesco d'Assisi".
Prima dell'Udienza, nella Basilica di San Pietro, il Papa ha salutato il pellegrinaggio promosso dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi, "luminosa figura del clero milanese" dopo la recente Beatificazione, nell'ottobre 2009.
Riferendosi alla "straordinaria attività" dispiegata "in favore dei bambini in difficoltà, dei disabili, degli anziani, dei malati terminali e nel vasto ambito assistenziale e sanitario", il Santo Padre ha affermato: "Mediante i vostri progetti di solidarietà, vi sforzate di proseguire la benemerita opera iniziata dal Beato Carlo Gnocchi, apostolo dei tempi moderni e genio della carità cristiana".
"In questo Anno sacerdotale, ancora una volta la Chiesa guarda a lui come a un modello da imitare. Il suo fulgido esempio sostenga l'impegno di quanti si dedicano al servizio dei più deboli e susciti nei sacerdoti il vivo desiderio di riscoprire e rinvigorire la consapevolezza dello straordinario dono di Grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo".
GARANTIRE UN FUTURO AI CRISTIANI DI TERRA SANTA
CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2010 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del mondo in vista della colletta Pro Terra Sancta, che tradizionalmente si tiene il Venerdì Santo.
La lettera, firmata anche dal Segretario del Dicastero, l'Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., precisa che: "Il nostro appello quest'anno trae ispirazione dal pellegrinaggio compiuto 'sulle orme storiche di Gesù' dal Santo Padre Benedetto XVI nel maggio scorso".
Il Cardinale Sandri ricorda "l'ansia pastorale, ecumenica e interreligiosa" che hanno animato le parole e i gesti del Pontefice e l'aver ascoltato "Insieme alla comunità ecclesiale di Israele e Palestina" "'una voce' di fraternità e di pace". Nel corso della sua visita Benedetto XVI ha sottolineato "fortemente il problema incessante dell'emigrazione", "ha ricordato che 'nella Terra Santa c'è posto per tutti'! Ed ha esortato le autorità a sostenere la presenza cristiana, e, nel contempo, ha assicurato ai cristiani di quella Terra la solidarietà della Chiesa".
"L'anno sacerdotale impegna a favore dei Luoghi Santi, insieme ai rispettivi Vescovi, i carissimi presbiteri e seminaristi di tutta la Chiesa" - scrive il Cardinale Sandri invitando tutti a prodigarsi "instancabilmente per garantire un futuro ai cristiani là dove apparvero 'la benignità e l'umanità' del Nostro Dio e Padre".
"Il Papa ha affidato alla Congregazione per le Chiese Orientali il compito di tenere vivo l'interesse per quella Terra benedetta. A Suo nome esorto tutti a confermare la solidarietà finora mostrata. I cristiani d'Oriente portano, infatti, una responsabilità che spetta alla Chiesa universale" - conclude il Cardinale Sandri - "quella cioè di custodire le 'origini cristiane', i luoghi e le persone che ne sono il 'segno', perché quelle 'origini' siano sempre il riferimento della missione cristiana, la misura del futuro ecclesiale e la sua sicurezza. Essi meritano, pertanto, l'appoggio di tutta la Chiesa".
Un documento curato dalla Custodia di Terra Santa e una nota della Congregazione per le Chiese Orientali attestano le opere realizzate grazie alla Colletta dell'anno 2008/2009.
Oltre che offrire borse di studio a sacerdoti a seminaristi provenienti dalla Terra Santa che studiano nelle Università Pontificie, sono stati realizzati restauri in vari luoghi, Ain Karem (Santuario della Visitazione), Gerusalemme, Betania, Betlemme, Jaffa, Magdala, Nazareth, Monte Nebo, Monte Tabor e Nain. Sono stati stanziati fondi per sostenere parrocchie, famiglie, scuole, università e opere culturali - attraverso la Custodia di Terra Santa - come la Facoltà di Scienze Bibliche e di Archeologia dello "Studium Biblicum Franciscanum" di Gerusalemme e il "Franciscan Media Center", una nuova forma di apostolato che trasmette, mediante le catene televisive, il Messaggio dei Luoghi Santi e la descrizione della vita della comunità cristiane locali".
CATTOLICI e MUSULMANI e strumentalizzazione religione
CITTA' DEL VATICANO, 2 MAR. 2010 (VIS). Si è svolto al Cairo (Egitto), il 23 e il 24 febbraio scorsi, l'incontro annuale del Comitato congiunto per il dialogo del Comitato permanente di Al-Azhar per il Dialogo tra le Religioni Monoteistiche e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
A conclusione dei lavori, lo Sceicco Muhammad Abd al-Aziz Wasil, wakil di al-Azhar (Rappresentante Legale) e Presidente del Comitato Permanente per il Dialogo con le Religioni Monoteistiche ed il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, hanno firmato una dichiarazione comune.
Nella Dichiarazione si precisa che: "I partecipanti sono stati ricevuti dal Grande Imam di al-Azhar, Professor Sceicco Muhammad Sayyed Tantawi, che il Cardinale Tauran ha ringraziato per aver condannato gli atti di violenza nei quali sono morti sei cristiani e un poliziotto musulmano a Naga Hamadi (Egitto), lo scorso Natale ortodosso, per aver espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e per aver riaffermato l'uguaglianza di diritti e di doveri per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. Lo sceicco Tantawi ha dichiarato di aver fatto soltanto ciò che riteneva essere il suo dovere di fronte a quegli eventi tragici".
Il Comitato ha esaminato il tema: "Il fenomeno della violenza confessionale: comprendere il fenomeno e le sue cause e proporre soluzioni con particolare riferimento al ruolo delle religioni a questo proposito".
Al termine dell'Incontro, i partecipanti hanno concordato sulle seguenti raccomandazioni: "prestare maggiore attenzione al fatto che la strumentalizzazione della religione a scopi politici o di altra natura può essere fonte di violenza; evitare la discriminazione sulla base dell'identità religiosa; aprire il cuore al perdono e alla riconciliazione reciproci, condizioni necessarie a una coesistenza pacifica e feconda".
Musulmani e cattolici hanno concordato inoltre che occorre: "riconoscere le similitudini e rispettare le differenze come prerequisito di una cultura di dialogo basata su valori comuni; affermare che entrambe le parti si impegnano di nuovo a riconoscere e a rispettare la dignità di ogni essere umano, senza alcuna distinzione basata sull'appartenenza etnica o religiosa; opporsi alla discriminazione religiosa in tutti i campi (leggi giuste dovrebbero garantire un'uguaglianza fondamentale); promuovere ideali di giustizia, solidarietà e cooperazione per garantire una vita pacifica e prospera a tutti".
I partecipanti si sono impegnati ad "opporsi con determinazione a qualsiasi atto che tenda a creare tensioni, divisioni e conflitti nelle società; promuovere una cultura di rispetto e di dialogo reciproci attraverso l'educazione a casa, a scuola, nelle chiese e nelle moschee, diffondendo uno spirito di fraternità fra tutte le persone e la comunità; opporsi agli attacchi contro le religioni da parte dei mezzi di comunicazione sociale, in particolare sui canali satellitari, in considerazione dell'effetto pericoloso che queste trasmissioni possono avere sulla coesione sociale e sulla pace fra comunità religiose".
Infine hanno sostenuto che occorre "assicurarsi che la predicazione dei responsabili religiosi nonché l'insegnamento scolastico e i libri di testo non contengano dichiarazioni o riferimenti a eventi storici che, direttamente o indirettamente, possano suscitare un atteggiamento violento fra i seguaci delle differenti religioni".
"Il Comitato ha concordato sul fatto che il prossimo incontro si svolgerà a Roma dal 23 al 24 febbraio del 2011".
TELEGRAMMA AUGURALE 70° compleanno BARTOLOMEO I
CITTA' DEL VATICANO, 27 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo del telegramma augurale del Santo Padre Benedetto XVI a Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, in occasione del suo 70° compleanno.
"La lieta occasione del suo settantesimo genetliaco mi offre la gradita opportunità di ringraziare Dio, Padre di nostro Signore Gesù Cristo e Datore di ogni bene, per le abbondanti benedizioni che ha riversato su Vostra Santità, e nel contempo di trasmetterle i miei più fervidi e affettuosi auguri".
"Questi auguri fervidi e fraterni sono accompagnati delle mie preghiere che il nostro Signore la sostenga con la sua forza e la sua grazia nel compimento del suo alto ministero pastorale, di predicatore del Vangelo e maestro di vita spirituale".
"Con il piacevole ricordo dei nostri incontri, particolarmente la mia visita al Phanar per la festa dell'Apostolo Andrea, fratello di Pietro, abbraccio santamente Vostra Santità, mentre esprimo la mia devota fiducia che lo spirito di Dio continui ad illuminare e guidare il nostro cammino verso la piena comunione voluta da Cristo per tutti i suoi discepoli".
auguri del cardinale kasper al patriarca bartolomeo i
CITTA' DEL VATICANO, 24 FEB. 2010 (VIS). Il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha inviato un messaggio di auguri al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che compirà 70 anni il prossimo lunedì.
Nel testo, il cardinale scrive che ricorda "con gratitudine i numerosi incontri fraterni degli ultimi dieci anni" e afferma che "l'amicizia, la fiducia reciproca e la franchezza" che hanno caratterizzato sempre le conversazioni tra il porporato e il patriarca sono "un grande dono e un segno del progresso nei rapporti tra le nostre Chiese".
"Desidero che Sua Santità -prosegue il messaggio- continui a dedicarsi con instancabile impegno a contribuire ad una conoscenza sempre più profonda e ad una collaborazione sempre più proficua tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, per offrire così al mondo una testimonianza comune della nostra fede nel nostro unico Signore Gesù Cristo".
dialogo interreligioso a il cairo
CITTA' DEL VATICANO, 23 FEB. 2010 (VIS). Si apre oggi a Il Cairo (Egitto) l'Incontro annuale del Comitato Congiunto per il Dialogo fra il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e il Comitato permanente di al-Azhar per il dialogo fra le religioni monoteiste. Tema di quest'anno è il fenomeno della violenza confessionale.
Presiedono l'Incontro il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e il Professor Sceicco Ali Abd al-Baqi Shahata, Segretario Generale dell'Accademia per la Ricerca Islamica di al-Azhar, Il Cairo (Egitto). L'Incontro si concluderà domani 24 febbraio.
cattolici e ortodossi in difesa dei valori cristiani
CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".
All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato i Vescovi, gli innumerevoli sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che "nel tempo delle persecuzione, hanno mostrato indomito attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa e hanno conservata intatta la loro fede".
Nel ringraziare i Vescovi per il loro "generoso impegno a servizio della rinascita e dello sviluppo della comunità cattolica" in Romania e nella Repubblica di Moldova, Benedetto XVI ha avuto parole di esortazione dicendo loro di "proporre ai fedeli un itinerario di fede cristiana matura e responsabile, specialmente attraverso l'insegnamento della religione, la catechesi, anche degli adulti, e la preparazione ai Sacramenti. (...) È un programma impegnativo, che richiede l'elaborazione comune di piani pastorali miranti al 'bonum animarum' di tutti i cattolici dei diversi riti ed etnie".
"In quest'Anno Sacerdotale, vi esorto ad essere sempre autentici padri dei vostri presbiteri (...). Impegnatevi a curare la comunione tra voi e con loro in un clima di affetto, di attenzione e di dialogo rispettoso e fraterno; interessatevi alle loro condizioni spirituali e materiali, al loro necessario aggiornamento teologico e pastorale".
Benedetto XVI ha sottolineato che: "È compito primario dei Vescovi promuovere la pastorale vocazionale e la formazione umana, spirituale e intellettuale dei candidati al Sacerdozio nei Seminari e negli altri Istituti formativi (...) anche mediante la scelta attenta degli educatori e dei docenti. Analoga cura va posta nella formazione dei membri degli Istituti di vita consacrata, in particolare di quelli femminili".
"La fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose dipende in buona parte dalla salute morale e religiosa delle famiglie cristiane" - ha affermato il Pontefice - "Le famiglie cattoliche del vostro Paese (...) non sono immuni dalla piaghe dell'aborto, della corruzione, dell'alcolismo e della droga, come pure del controllo delle nascite mediante metodi contrari alla dignità della persona umana. Per combattere queste sfide, occorre promuovere consultori parrocchiali che assicurino un'adeguata preparazione alla vita coniugale e familiare, nonché organizzare meglio la pastorale giovanile".
"Occorre, soprattutto" - ha ribadito il Santo Padre - "un deciso impegno per favorire la presenza dei valori cristiani nella società, sviluppando centri di formazione dove i giovani possano conoscere i valori autentici, impreziositi dal genio della cultura dei vostri Paesi, così da poterli testimoniare negli ambienti dove vivono".
"In questo contesto" - ha aggiunto il Pontefice - "risulta particolarmente importante la testimonianza di fraternità tra Cattolici e Ortodossi: prevalga sulle divisioni e sui dissidi e apra i cuori alla riconciliazione". Nel ricordare il decimo anniversario - nel maggio 2009 - della "storica visita che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II realizzò in Romania", il Papa ha auspicato che: "Il desiderio di unità suscitato da quella visita alimenti la preghiera e l'impegno a dialogare nella carità e nella verità e a promuovere iniziative comuni".
"Un ambito di collaborazione oggi particolarmente importante tra Ortodossi e Cattolici" -ha affermato infine Benedetto XVI - "riguarda la difesa delle radici cristiane dell'Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l'onestà nella vita pubblica, l'ecologia: (...) Un costruttivo dialogo tra Ortodossi e Cattolici non mancherà di essere fermento di unità e di concordia non solo per i vostri paesi, ma anche per l'intera Europa".
raccogliere risultati dialogo luterano-cattolico
CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America", guidata dal Vescovo Mark Hanson.
"Auspico" - ha detto il Santo Padre - "che il continuo dialogo luterano-cattolico negli Stati Uniti d'America e a livello internazionale contribuisca ad edificare oltre gli accordi finora raggiunti".
"Un importante compito sarà di raccogliere i risultati del dialogo luterano-cattolico che in modo così promettente ha avuto inizio al termine del Concilio Vaticano Secondo. Costruire su ciò che è stato realizzato insieme da quel momento, l'ecumenismo spirituale deve fondarsi sulla fervida preghiera e sulla conversione a Cristo, fonte di grazia e di verità. Che il Signore ci aiuti a far tesoro di ciò che è stato realizzato finora, a custodirlo con cura e a promuovere il suo sviluppo".
Benedetto XVI ha concluso facendo suo l'auspicio espresso dal Venerabile Giovanni Paolo II quando, nel dirigersi ad una Delegazione della Chiesa Luterana in America nel 1985, disse: "Risolviamoci ad aprire il nostro cuore al Signore così che Egli si serva di questo incontro per i suoi fini, per conseguire l'unità che Egli desidera. Vi ringrazio per gli sforzi che compite a favore della piena unità di fede e carità".
COMUNICATO CONSIGLIO PROMOZIONE UNITà DEI CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani nel quale si rende noto che il Pontificio Consiglio "ha constatato con rammarico che è stato pubblicato, da un mezzo di comunicazione, un testo che è all'esame della 'Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme'".
"Il documento pubblicato è un testo previo, che consiste in un elenco di temi da studiare e da approfondire, finora discusso solo in minima parte dalla suddetta Commissione".
"Nell'ultima riunione della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, tenutasi a Paphos (Cipro), nell'ottobre scorso, si era stabilito esplicitamente che il testo non sarebbe stato pubblicato finché non fosse stato esaminato nella sua totalità dalla Commissione".
"Ad oggi non esiste nessun documento concordato e pertanto il testo pubblicato non ha nessuna autorità, né ufficialità".
impegno unità cristiani dovere di tutti
CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione dei Secondi Vespri nella festa della Conversione di San Paolo, Apostolo delle Genti, a chiusura della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, sul tema: ""Di tutto questo voi siete testimoni" (Lc (24,48).
Alla cerimonia hanno partecipato Cardinali, Vescovi, e Rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma.
"La scelta del tema della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest'anno" - ha ricordato il Papa nell'omelia - "l'invito, cioè, ad una testimonianza comune del Cristo risorto secondo il mandato che Egli ha affidato ai discepoli, è legata al ricordo del centesimo anniversario della Conferenza missionaria di Edimburgo in Scozia, che viene considerato da molti come un evento determinante per la nascita del movimento ecumenico moderno".
"È proprio il desiderio di annunciare agli altri il Cristo e di portare al mondo il suo messaggio di riconciliazione che fa sperimentare la contraddizione della divisione dei cristiani (...). La comunione e l'unità dei discepoli di Cristo è, dunque, condizione particolarmente importante per una maggiore credibilità ed efficacia della loro testimonianza".
"In un mondo segnato dall'indifferenza religiosa" - ha sottolineato il Pontefice - "e persino da una crescente avversione nei confronti della fede cristiana, è necessaria una nuova, intensa, attività di evangelizzazione, non solo tra i popoli che non hanno mai conosciuto il Vangelo, ma anche in quelli in cui il Cristianesimo si è diffuso e fa parte della loro storia".
"Non mancano, purtroppo" - ha posto in rilievo il Papa - "questioni che ci separano gli uni dagli altri e che speriamo possano essere superate attraverso la preghiera e il dialogo, ma c'è un contenuto centrale del messaggio di Cristo che possiamo annunciare assieme: la paternità di Dio, la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte con la sua croce e risurrezione, la fiducia nell'azione trasformatrice dello Spirito".
"Mentre siamo in cammino verso la piena comunione, siamo chiamati ad offrire una testimonianza comune di fronte alle sfide sempre più complesse del nostro tempo, quali la secolarizzazione e l'indifferenza, il relativismo e l'edonismo, i delicati temi etici riguardanti il principio e la fine della vita, il limiti della scienza e della tecnologia, il dialogo con le altre tradizioni religiose".
"Vi sono poi ulteriori campi nei quali dobbiamo sin da ora dare una comune testimonianza" - ha proseguito il Pontefice - "la salvaguardia del creato, la promozione del bene comune e della pace, la difesa della centralità della persona umana, l'impegno per sconfiggere le miserie del nostro tempo, quali la fame, l'indigenza, l'analfabetismo, la non equa distribuzione dei beni".
"L'impegno per l'unità dei cristiani non è compito solo di alcuni, né attività accessoria per la vita della Chiesa. Ciascuno è chiamato a dare il suo apporto per compiere quei passi che portino verso la comunione piena tra tutti i discepoli di Cristo, senza mai dimenticare che essa è innanzitutto dono di Dio da invocare costantemente".
ANGELUS: CHIESA DI UNITÀ NELLA MOLTEPLICITÀ CARISIMI
CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2010 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha citato la Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi della liturgia di oggi nella quale l'Apostolo paragona la Chiesa al corpo umano.
"La Chiesa è concepita come il corpo, di cui Cristo è il capo, e forma con Lui un tutt'uno. Tuttavia ciò che all'Apostolo preme comunicare è l'idea dell'unità nella molteplicità dei carismi, che sono i doni dello Spirito Santo. Grazie ad essi, la Chiesa si presenta come un organismo ricco e vitale, non uniforme, frutto dell'unico Spirito che conduce tutti ad unità profonda, assumendo le diversità senza abolirle e realizzando un insieme armonioso".
"Essa prolunga nella storia la presenza del Signore risorto, in particolare mediante i Sacramenti, la Parola di Dio, i carismi e i ministeri distribuiti nella comunità. Perciò, è proprio in Cristo e nello Spirito che la Chiesa è una e santa, cioè un'intima comunione che trascende le capacità umane e le sostiene".
Il Santo Padre ha ricordato in merito la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che si conclude domani, festa della Conversione di San Paolo, con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduti dal Papa e alla quale parteciperanno Rappresentati di altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti a Roma. In questa occasione, ha detto Benedetto XVI, "Invocheremo da Dio il dono della piena unità di tutti i discepoli di Cristo (...) La comunione dei cristiani, infatti, rende più credibile ed efficace l'annuncio del Vangelo".
"Infine, cari amici" - ha concluso il Pontefice - "desidero ricordare la figura di San Francesco di Sales, la cui memoria liturgica ricorre il 24 gennaio" e di cui ancora oggi custodiamo l'insegnamento: "La chiamata alla santità è per tutti e che ciascuno - come dice san Paolo con il paragone del corpo - ha il suo posto nella Chiesa". Al Patrono dei giornalisti, infine, il Papa ha affidato il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
MESSAGGIO AL NUOVO PATRIARCA CHIESA SERBO-ORTODOSSA
CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). A motivo dell'elezione a nuovo Patriarca della Chiesa Serbo-Ortodossa, il Santo Padre ha inviato un Messaggio a Sua Santità, Arcivescovo Irinej, di Pec, Metropolita di Belgrado-Karlovci, con il quale si congratula per l'elezione e chiede a Dio di concedere "abbondanti doni di grazia e di saggezza per il compimento di tanto grandi responsabilità al servizio della Chiesa e del popolo a Lei affidato".
"Lei succede al Patriarca Pavle (...) che fu un Pastore fervente e stimato e che vi ha trasmesso una eredità spirituale ricca e profonda. Grande pastore e padre spirituale egli guidò la Chiesa con efficacia e conservò la sua unità di fronte a tante difficoltà. Desidero esprimere il mio apprezzamento per il suo esempio di fedeltà al Signore e i suoi numerosi gesti di apertura verso la Chiesa Cattolica".
"Prego il Signore affinché conceda a Sua Santità la forza interiore per consolidare l'unità e la crescita spirituale della Chiesa Ortodossa Serba e per edificare i legami fraterni con le altre Chiese e comunità ecclesiali. Le assicuro la vicinanza della Chiesa Cattolica e il suo impegno nella promozione di rapporti fraterni e di dialogo teologico, affinché siano superati quelli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione. Che il Signore benedica i nostri comuni sforzi così che i discepoli della Chiesa siano nuovamente testimoni uniti davanti al mondo del suo amore salvifico".
chiesa cattolica sempre accanto haitiani
CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di due telegrammi che, il 16 gennaio scorso, il Santo Padre ha fatto pervenire al Signor René Préval, Presidente della Repubblica di Haïti e all'Arcivescovo Louis Kébreau, S.D.B., di Cap-Haïtien, Presidente della Conferenza Episcopale di Haïti, per il terribile sisma che il 12 gennaio ha devastato il Paese causando ad oggi più di 150.000 morti e migliaia di feriti.
Benedetto XVI esprime al Presidente Préval "profonda tristezza" per il tragico evento assicurando la sua "fervente preghiera per tutte le persone colpite da questa terribile catastrofe". "Prego anche" - scrive il Papa - "affinché lo spirito di solidarietà alberghi in tutti i cuori e la calma regni nelle strade affinché il soccorso generoso che giunge da tutti i paesi porti sollievo a tutti e le persone che oggi mancano di tutto, provino il conforto di sapere che tutta la comunità internazionale si occupa in modo concreto di loro".
Il Santo Padre esprime apprezzamento "per l'impegno di tutti coloro, haïtiani e stranieri, anche a rischio della vita, che si adoperano per soccorrere i sopravvissuti ed io li ringrazio di tutto cuore. Mi preme assicurare Vostra Eccellenza che la Chiesa Cattolica , attraverso le sue istituzioni, rimarrà, al di là della viva emozione suscitata, al fianco delle persone provate dal sisma e secondo le proprie forze, aiuterà ad offrire opportunità di un avvenire migliore".
In un telegramma inviato all'Arcivescovo Kébreau, il Pontefice ricorda la tragica morte dell'Arcivescovo Serge Miot, di Port-au-Prince e di tanti fedeli, sacerdoti e consacrati. "In queste ore buie, invoco Nostra Signora del Perpetuo Soccorso affinché si faccia Madre di tenerezza e sappia dirigere i cuori affinché la solidarietà prenda il sopravvento sull'isolamento e sull'individualismo".
"Apprezzo la rapida mobilitazione della comunità internazionale, unanimemente commossa dalla sorte degli haïtiani, ed anche quella di tutta la Chiesa che, attraverso le sue istituzioni, non mancherà di apportare il suo contributo ai soccorsi urgenti e alla paziente ricostruzione delle aree devastate"
perseverare preghiera unità di tutti i cristiani
CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2010 (VIS). Prima dell'Udienza Generale tenutasi questa mattina nell'Aula Paolo VI, Benedetto XVI ha benedetto una statua in marmo di Santa Rafaela Maria del Sagrado Corazón (Porrai y Ayllón), Fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, che è stata collocata in una nicchia nella parete posteriore esterna della Basilica Vaticana.
Tema della catechesi di questo Mercoledì è stato la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che si svolge in questi giorni durante la quale - ha ricordato il Santo Padre - ci invita a pregare invocando il Signore per la "unità visibile tra i cristiani" che "prima di tutto è dono di Dio".
Dal tema proposto quest'anno: "Di tutto questo voi siete testimoni" (Lc (24,48), "nascono" - ha detto il Papa - "per noi due domande. La prima cosa è 'tutto ciò?' La seconda: come possiamo noi essere testimoni di 'tutto ciò?'". La risposta alla prima domanda è: "'Tutto ciò' vuol dire innanzitutto la Croce e la Risurrezione: i discepoli hanno visto la crocifissione del Signore, vedono il Risorto e così cominciano a capire tutte le Scritture che parlando del mistero della Passione e del dono della Risurrezione. 'Tutto ciò' quindi è il mistero di Cristo, del Figlio di Dio fattosi uomo, morto per noi e risorto, vivo per sempre e così garanzia della nostra vita eterna. Ma conoscendo Cristo (...) conosciamo il volto di Dio. (...) In Cristo, questo Dio si mostra, il Dio lontano diventa vicino". In merito alla seconda domanda, il Papa ha spiegato che "possiamo essere testimoni solo conoscendo Cristo e, conoscendo Cristo anche conoscendo Dio. (...) Conoscere Cristo, come processo intellettuale e soprattutto esistenziale, è un processo che ci fa testimoni. (...) Possiamo essere testimoni solo se Cristo lo conosciamo di prima mano e non solo da altri, dalla nostra propria vita, dal nostro incontro personale con Cristo. Incontrandolo realmente nella nostra vita di fede diventiamo testimoni e possiamo così contribuire alla novità del mondo, alla vita eterna".
"Il movimento ecumenico moderno" - ha sottolineato Benedetto XVI - "si è sviluppato in modo così significativo da diventare, nell'ultimo secolo, un elemento importante nella vita della Chiesa (...). Esso non solo favorisce i rapporti fraterni tra le Chiese e le Comunità ecclesiali in risposta al comandamento dell'amore (...), ma stimola anche la ricerca teologica. Inoltre, esso coinvolge la vita concreta delle Chiese e delle Comunità ecclesiali con tematiche che toccano la pastorale e la vita sacramentale".
"La Chiesa cattolica, dal Concilio Vaticano II in poi" - ha proseguito il Santo Padre - "è entrata in relazioni fraterne con tutte le Chiese d'Oriente e le Comunità ecclesiali d'Occidente, organizzando, in particolare, con la maggior parte di esse, dialoghi teologici bilaterali, che hanno portato a trovare convergenze o anche consensi in vari punti, approfondendo così i vincoli di comunione. Nell'anno appena trascorso i vari dialoghi hanno registrato positivi passi".
"Con le Chiese Ortodosse la Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico ha iniziato, (...) lo studio di un tema cruciale nel dialogo fra cattolici e ortodossi: 'Il ruolo del vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo millennio', cioè nel tempo in cui cristiani di Oriente e di Occidente vivevano nella piena comunione. Questo studio si estenderà in seguito al secondo millennio. Ho già più volte" - ha detto il Papa - "chiesto la preghiera dei cattolici per questo dialogo delicato ed essenziale per l'intero movimento ecumenico".
"Tra gli eventi recenti" - ha proseguito il Pontefice - "vorrei menzionare la commemorazione del decimo anniversario della 'Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione', celebrato insieme da cattolici e luterani il 31 ottobre 2009, per stimolare il proseguimento del dialogo, come pure la visita a Roma dell'Arcivescovo di Canterbury, il Dottor Rowan Williams, il quale ha avuto anche colloqui sulla particolare situazione in cui si trova la Comunione Anglicana. Il comune impegno di continuare le relazioni e il dialogo sono un segno positivo, che manifesta quanto sia intenso il desiderio dell'unità".
"Dobbiamo sapere che il lavoro ecumenico non è un processo lineare. Infatti, problemi vecchi, nati nel contesto di un'altra epoca, perdono il loro peso, mentre nel contesto odierno nascono nuovi problemi e nuove difficoltà. Pertanto dobbiamo essere sempre disponibili per un processo di purificazione, nel quale il Signore ci renda capaci di essere uniti".
"Cari fratelli e sorelle - ha concluso il Santo Padre - "per la complessa realtà ecumenica, per la promozione del dialogo, come pure affinché i cristiani nel nostro tempo possano dare una nuova testimonianza comune di fedeltà a Cristo davanti a questo nostro mondo, chiedo la preghiera di tutti".
lineamenta sinodo medio oriente ottobre 2010
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2010 (VIS). L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha presieduto questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede la presentazione dei "Lineamenta" dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: "La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza: 'La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola'". (At 4,32).
I "Lineamenta", o prima bozza sul tema sinodale, pubblicati in italiano, inglese, francese e arabo, si compongono di una Introduzione, tre capitoli e una conclusione. Il testo comprende 32 domande relative ai temi trattati, le cui risposte devono pervenire, entro la solennità di Pasqua 2010. La sintesi di tali risposte formerà, in seguito, l''Instrumentum laboris', Documento di lavoro dell'Assise sinodale che il Santo Padre Benedetto XVI consegnerà ai rappresentanti delle Chiese Orientali Cattoliche durante la sua Visita Apostolica a Cipro dal 4 al 6 giugno prossimo".
Nel Primo Capitolo: "La Chiesa Cattolica in Medio Oriente", si accenna brevemente "alla storia gloriosa delle Chiese di Oriente" e vengono presentate "le difficoltà attuali: i conflitti politici nella regione, menzionandone alcuni (Israele - Palestina, Iraq, Libano); la libertà di religione e di coscienza, lamentando non pochi ostacoli all'esercizio di tale diritto fondamentale della persona umana e di ogni comunità religiosa".
"La comunione ecclesiale", titolo del Secondo Capitolo, "entra nella questione della comunione all'interno della Chiesa Cattolica e cioè tra le varie Chiese Orientali Cattoliche. (...) La comunione si esprime anche nei rapporti tra i Vescovi delle diverse Chiese Orientali Cattoliche come pure tra essi e i fedeli".
L'Arcivescovo Eterovic ha proseguito illustrando il contenuto del terzo Capitolo "La testimonianza cristiana" ed ha precisato che: "Nel capitolo si tratta della testimonianza dei cattolici all'interno della Chiesa stessa, in particolare per mezzo della catechesi e delle opere, e al di fuori di essa".
"Il dialogo con le altre Chiese e comunità cristiane" - ha detto l'Arcivescovo - "esiste ma ha bisogno di essere incrementato", ed ha menzionato che anche in Palestina e in Israele esistono "varie associazioni di dialogo ebraico-cristiano".
In merito ai rapporti con i musulmani, che occupano una parte rilevante del Documento, l'Arcivescovo Eterovic ha ribadito che occorre "promuovere di più il dialogo anche per conoscersi meglio" e intendere il dialogo "come il mezzo migliore per risolvere i problemi".
Nella Conclusione "si ripropongono le ragioni non tanto di politica quanto di fede per cui è essenziale che i cristiani rimangano in Medio Oriente e continuino ad offrire il loro contributo specifico alla costruzione di una società giusta, pacifica e prospera".
Il Monsignore Fortunato Frezza, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi, ha affermato: "Quella che noi chiamiamo Terra Santa non è semplicemente una realtà geografica" perché "In questa piccola superficie, stretta tra mare e deserto, si svolsero anche i circa 2000 anni di storia del popolo ebreo, dalla venuta di Abramo fino alla dinastia degli Asmonei nel II secolo a. C., e, successivamente, la vicenda umana del Figlio di Dio fatto uomo e dei suoi discepoli ed apostoli".
"Il Sinodo" - ha proseguito Monsignor Frezza - "si occuperà di tutto il Medio Oriente, dall'Asia Minore all'Iraq, e di questa vasta ed eterogenea area la Terra Santa è parte geografica, storicamente non secondaria, civilmente non trascurabile, spiritualmente eminente. Le tre religioni monoteiste infatti trovano in essa, specificamente a Gerusalemme, in modo proprio a ciascuna, radici e vincoli vitali".
"Questi vincoli vitali interessano direttamente la fase originaria delle tre religioni, storiche, ma ci si domanda se l'appartenenza a questa porzione del territorio mediorientale possa fomentare la coscienza dell'autenticità e della purezza delle fede e della prassi religiosa. Inoltre ci si interroga" - ha concluso Monsignor Frezza - "se la comune terra di origine e di convivenza possa favorire la reciprocità nel riconoscimento e nel rispetto fino ad influenzare positivamente le relazioni nell'intera area mediorientale".
VISITA DELEGAZIONE ECUMENICA chiesa luterana FINLANDIA
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i Membri della Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana di Finlandia, in occasione della Festa di Sant'Enrico, Patrono della Nazione, che si celebra domani.
Il Santo Padre ha ricordato che quest'anno ricorre il XXV anniversario delle visite annuali della Delegazione a Roma.
"Le Chiesa di Oriente ed Occidente, le cui tradizioni sono entrambe presenti nella vostra Nazione, condividono una reale, anche se ancora imperfetta, comunione. Ciò è motivo di rammarico per i problemi del passato, ma certamente è anche motivo che ci sprona a maggiori sforzi di comprensione e riconciliazione, così che la nostra amicizia e dialogo fraterno fioriscano in una perfetta, visibile unità in Gesù Cristo".
Nel ricordare la Dichiarazione comune sulla dottrina della Giustificazione, che risale a dieci anni fa, il Santo Padre ha affermato che essa è un "riscoperto segno concreto di fraternità fra Luterani e Cattolici".
Benedetto XVI ha espresso la sua soddisfazione per "il recente lavoro del dialogo nord-luterano-cattolico in Finlandia e Svezia su questioni derivanti dalla Dichiarazione Comune" ed ha auspicato "che il testo risultante dal dialogo contribuisca positivamente al cammino che conduce al recupero della nostra perduta unità".
ebrei-cristiani comune testimonianza sfide nostro tempo
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Pontefice Benedetto XVI si è recato in Visita alla Comunità Ebraica di Roma, dove è stato accolto da Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, da Renzo Gattegna, Presidente delle Comunità ebraiche italiane e da Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma.
Prima del suo ingresso nella Sinagoga di Roma, il Pontefice ha deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda la deportazione di 1.022 ebrei, il 16 ottobre 1943, e davanti alla lapide che ricorda l'attentato del 9 ottobre 1982, in cui perse la vita un bambino ebreo di due anni e rimasero ferite 37 persone che uscivano dal Tempio dopo la preghiera.
Dopo i saluti di Pacifici, Gattegna e del Rabbino Di Segni, il Papa ha pronunciato il suo discorso interrotto sette volte dagli applausi dei presenti, che gremivano la Sinagoga, detta Tempio Maggiore di Roma.
Il Concilio Vaticano II, ha sottolineato Benedetto XVI, "ha dato un decisivo impulso all'impegno di percorrere un cammino irrevocabile di dialogo, di fraternità e di amicizia, cammino che si è approfondito e sviluppato in questi quarant'anni con passi e gesti importanti e significativi, tra i quali desidero menzionare nuovamente la storica visita in questo luogo del mio Venerabile Predecessore, il 13 aprile 1986" ed ha ricordato nel contempo il suo Pellegrinaggio in Terra Santa e i tanti incontri con Comunità e Organizzazioni ebraiche, nelle Sinagoghe a Colonia e a New York.
"La Chiesa" - ha detto il Papa - "non ha mancato di deplorare le mancanze di suoi figli e sue figlie, chiedendo perdono per tutto ciò che ha potuto favorire in qualche modo le piaghe dell'antisemitismo e dell'antigiudaismo. Possano queste piaghe essere sanate per sempre!".
"Il dramma singolare e sconvolgente della 'Shoah'" - ha detto ancora il Pontefice - "rappresenta, in qualche modo, il vertice di un cammino di odio che nasce quando l'uomo dimentica il suo Creatore e mette se stesso al centro dell'universo".
"Lo sterminio del popolo dell'Alleanza di Mosè, prima annunciato, poi sistematicamente programmato e realizzato nell'Europa sotto il dominio nazista, raggiunse in quel giorno tragicamente anche Roma. Purtroppo, molti rimasero indifferenti, ma molti, anche fra i Cattolici italiani, sostenuti dalla fede e dall'insegnamento cristiano, reagirono con coraggio, aprendo le braccia per soccorrere gli Ebrei braccati e fuggiaschi, a rischio spesso della propria vita, e meritando una gratitudine perenne. Anche la Sede Apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta".
"La memoria di questi avvenimenti deve spingerci a rafforzare i legami che ci uniscono perché crescano sempre di più la comprensione, il rispetto e l'accoglienza".
Benedetto XVI ha ricordato che il Decalogo, "le Dieci Parole o Dieci Comandamenti" illumina il cammino degli Ebrei e dei Cristiani e "costituisce un faro e una norma di vita nella giustizia e nell'amore, un 'grande codice' etico per tutta l'umanità".
"Gesù stesso lo ha ripetuto più volte, sottolineando che è necessario un impegno operoso sulla via dei Comandamenti: 'Se vuoi entrare nella vita, osserva i Comandamenti'. In questa prospettiva, sono vari i campi di collaborazione e di testimonianza. Vorrei ricordarne tre particolarmente importanti per il nostro tempo".
"Le 'Dieci Parole'" - ha ricordato il Papa - "chiedono di riconoscere l'unico Signore, contro la tentazione di costruirsi altri idoli, di farsi vitelli d'oro. Nel nostro mondo molti non conoscono Dio o lo ritengono superfluo, senza rilevanza per la vita; sono stati fabbricati così altri e nuovi dei a cui l'uomo si inchina".
"Le 'Dieci Parole' chiedono il rispetto, la protezione della vita, contro ogni ingiustizia e sopruso, riconoscendo il valore di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. Quante volte, in ogni parte della terra, vicina e lontana, vengono ancora calpestati la dignità, la libertà, i diritti dell'essere umano!", ha esclamato il Pontefice.
"Le 'Dieci Parole' chiedono di conservare e promuovere la santità della famiglia, in cui il 'sì' personale e reciproco, fedele e definitivo dell'uomo e della donna, dischiude lo spazio per il futuro, per l'autentica umanità di ciascuno, e si apre, al tempo stesso, al dono di una nuova vita. Testimoniare" - ha aggiunto il Pontefice - "che la famiglia continua ad essere la cellula essenziale della società e il contesto di base in cui si imparano e si esercitano le virtù umane è un prezioso servizio da offrire per la costruzione di un mondo dal volto più umano".
"Tutti i comandamenti si riassumono nell'amore di Dio e nella misericordia verso il prossimo" - ha sottolineato il Santo Padre - "Tale Regola impegna Ebrei e Cristiani ad esercitare, nel nostro tempo, una generosità speciale verso i poveri, le donne, i bambini, gli stranieri, i malati, i deboli, i bisognosi".
"In questa direzione" - ha detto ancora il Papa - "possiamo compiere passi insieme, consapevoli delle differenze che vi sono tra noi, ma anche del fatto che se riusciremo ad unire i nostri cuori e le nostre mani per rispondere alla chiamata del Signore, la sua luce si farà più vicina per illuminare tutti i popoli della terra".
"Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune" - ha segnalato il Papa - "pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l'uno all'altro. Spetta a noi, in risposta alla chiamata di Dio, lavorare affinché rimanga sempre aperto lo spazio del dialogo, del reciproco rispetto, della crescita nell'amicizia, della comune testimonianza di fronte alle sfide del nostro tempo, che ci invitano a collaborare per il bene dell'umanità in questo mondo creato da Dio, l'Onnipotente e il Misericordioso"
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Nel ricordare che la comunità cattolica e la comunità ebraica convivono nella Città di Roma da circa due millenni, Benedetto XVI ha auspicato che: "Questo vivere assieme possa essere animato da un crescente amore fraterno, che si esprima anche in una cooperazione sempre più stretta per offrire un valido contributo nella soluzione dei problemi e delle difficoltà da affrontare".
"Invoco dal Signore il dono prezioso della pace in tutto il mondo" -ha concluso il Pontefice - "soprattutto in Terra Santa. Nel mio pellegrinaggio del maggio scorso, a Gerusalemme, presso il Muro del Tempio, ho chiesto a Colui che può tutto: 'manda la tua pace in Terra Santa, nel Medio Oriente, in tutta la famiglia umana; muovi i cuori di quanti invocano il tuo nome, perché percorrano umilmente il cammino della giustizia e della compassione'".
angelus: migranti, dialogo con ebrei, unità cristiani
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2010 (VIS). I migranti e i rifugiati, il dialogo religioso con gli ebrei e l'unità dei cristiani sono stati i temi principali delle meditazioni precedenti la recita dell'Angelus che il Santo Padre ha recitato con i fedeli riuniti, questa mattina, in Piazza San Pietro.
Nel ricordare che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Benedetto XVI ha affermato che: "La presenza della Chiesa a fianco di queste persone è stata costante nel tempo, raggiungendo traguardi singolari agli inizi del secolo scorso: basti pensare alle figure del beato vescovo Giovanni Battista Scalabrini e di santa Francesca Cabrini".
"Gesù Cristo, che da neonato visse la drammatica esperienza del rifugiato a causa delle minacce di Erode, ai suoi discepoli insegna ad accogliere i bambini con grande rispetto e amore" - ha proseguito il Papa ricordando che quest'anno la Giornata Mondiale ha avuto per protagonisti i minori rifugiati e migranti. "In particolare" - ha sottolineato il Papa - "occorre porre ogni cura perché i minori che si trovano a vivere in un Paese straniero siano garantiti sul piano legislativo e soprattutto accompagnati negli innumerevoli problemi che devono affrontare. Mentre incoraggio vivamente le comunità cristiane e gli organismi che si impegnano a servizio dei minori migranti e rifugiati, esorto tutti a tenere viva la sensibilità educativa e culturale nei loro confronti, secondo l'autentico spirito evangelico".
Successivamente il Papa ha ricordato la sua visita alla Comunità Ebraica di Roma, in programma nel pomeriggio, a quasi 24 anni dalla storica Visita di Giovanni Paolo II, per "porre un'ulteriore tappa nel cammino di concordia e di amicizia tra Cattolici e Ebrei. Infatti, malgrado i problemi e le difficoltà, tra i credenti delle due Religioni si respira un clima di grande rispetto e di dialogo, a testimonianza di quanto i rapporti siano maturati e dell'impegno comune di valorizzare ciò che ci unisce: la fede nell'unico Dio, prima di tutto, ma anche la tutela della vita e della famiglia, l'aspirazione alla giustizia sociale ed alla pace".
Infine Benedetto XVI ha ricordato che oggi si apre la tradizionale Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani ed ha detto: "Ogni anno, essa costituisce, per quanti credono in Cristo, un tempo propizio per ravvivare lo spirito ecumenico, per incontrarsi, conoscersi, pregare e riflettere insieme. (...). Il nostro annuncio del Vangelo di Cristo sarà tanto più credibile ed efficace quanto più saremo uniti nel suo amore, come veri fratelli".
Dopo l'Angelus, il Papa si "è rivolto alle care popolazioni di Haiti" ricordando la morte dell'Arcivescovo di Port-au-Prince e di tanti sacerdoti, religiosi e seminaristi. "Seguo e incoraggio" - ha detto Benedetto XVI - "lo sforzo delle numerose organizzazioni caritative, che si stanno facendo carico delle immense necessità del Paese. Prego per i feriti, per i senza tetto, e per quanti tragicamente hanno perso la vita".
"In questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato" - ha concluso il Pontefice - "sono lieto di salutare le rappresentanze di diverse comunità etniche qui convenute. Auguro a tutti di partecipare pienamente alla vita sociale ed ecclesiale, custodendo i valori delle proprie culture di origine"
papa alla dottrina della fede: prioritaria unità cristiani
CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i partecipanti alla sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cui Prefetto è il Cardinale William Joseph Levada, ha sottolineato che la Congregazione partecipa del "ministero di unità", affidato in special modo al Romano Pontefice, "mediante il suo impegno per la fedeltà dottrinale".
"L'unità" - ha proseguito il Papa - "è infatti primariamente 'unità di fede', sostenuta dal sacro deposito, di cui il Successore di Pietro è il primo custode e difensore. Confermare i fratelli nella fede (...) è un inderogabile servizio dal quale dipende l'efficacia dell'azione evangelizzatrice della Chiesa fino alla fine dei secoli".
"Il Vescovo di Roma" - ha spiegato il Papa - "è tenuto costantemente a proclamare: 'Dominus Iesus' - 'Gesù è il Signore'. La 'potestas docendi', infatti, comporta l'obbedienza alla fede, affinché la Verità che è Cristo continui a risplendere nella sua grandezza e a risuonare per tutti gli uomini nella sua integrità e purezza, così che vi sia un unico gregge, radunato attorno all'unico Pastore".
"Il raggiungimento della comune testimonianza di fede di tutti i cristiani costituisce pertanto la priorità della Chiesa di ogni tempo (...). In questo spirito" - ha affermato il Papa - "confido in particolare nell'impegno del Dicastero perché vengano superati i problemi dottrinali che ancora permangono per il raggiungimento della piena comunione con la Chiesa da parte della 'Fraternità San Pio X'" .
"Desidero inoltre rallegrarmi" - ha proseguito il Papa - "per l'impegno in favore della piena integrazione di gruppi di fedeli e di singoli, già appartenenti all'Anglicanesimo, nella vita della Chiesa Cattolica, secondo quanto stabilito nella Costituzione Apostolica 'Anglicanorum coetibus'. La fedele adesione di questi gruppi alla verità ricevuta da Cristo e proposta dal Magistero della Chiesa non è in alcun modo contraria al movimento ecumenico" - ha puntualizzato il Pontefice - "ma mostra, invece, il suo ultimo scopo che consiste nel giungere alla piena e visibile comunione dei discepoli del Signore".
Nel ricordare poi l'Istruzione "Dignitas personae" su alcune questioni di bioetica, pubblicata dalla Congregazione nel settembre 2008, Benedetto XVI ha affermato che questo documento dottrinale "rappresenta un nuovo punto fermo nell'annuncio del Vangelo, in piena continuità con l'Istruzione 'Donum vitae', pubblicata da codesto Dicastero nel febbraio 1987. In temi tanto delicati ed attuali, quali quelli riguardanti la procreazione e le nuove proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell'embrione e del patrimonio genetico umano, (...) il Magistero della Chiesa intende offrire il proprio contributo alla formazione della coscienza non solo dei credenti, ma di quanti cercano la verità e intendono dare ascolto ad argomentazioni che vengono dalla fede ma anche dalla stessa ragione".
"La fede cristiana offre invece un contributo veritativo anche nell'ambito etico-filosofico, non fornendo soluzioni precostituite a problemi concreti, come la ricerca e la sperimentazione biomedica, ma proponendo prospettive morali affidabili all'interno delle quali la ragione umana può ricercare e trovare valide soluzioni".
"Vi sono, infatti, determinati contenuti della rivelazione cristiana che gettano luce sulle problematiche bioetiche" - ha affermato il Santo Padre - "il valore della vita umana, la dimensione relazionale e sociale della persona, la connessione tra l'aspetto unitivo e quello procreativo della sessualità, la centralità della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. Questi contenuti, iscritti nel cuore dell'uomo, sono comprensibili anche razionalmente come elementi della legge morale naturale e possono riscuotere accoglienza anche da coloro che non si riconoscono nella fede cristiana".
"Fondata nella stessa natura umana e accessibile ad ogni creatura razionale, la legge morale naturale costituisce così la base per entrare in dialogo con tutti gli uomini che cercano la verità e, più in generale, con la società civile e secolare. Questa legge, iscritta nel cuore di ogni uomo, tocca uno dei nodi essenziali della stessa riflessione sul diritto e interpella ugualmente la coscienza e la responsabilità dei legislatori".
INSEGNAMENTI CATTOLICI ED EBRAICI SULLA CREAZIONE E SULL'AMBIENTE
CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2010 (VIS). Dal 17 al 20 gennaio si celebrerà a Roma la IX Riunione della Commissione per il Dialogo tra Ebrei e Cattolici, durante la quale interverranno le delegazioni del Gran Rabbinato di Israele e della Commissione della Santa Sede per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, secondo quanto informa un comunicato pubblicato oggi.
Il tema dell'incontro sarà "Gli insegnamenti cattolici ed ebraici sulla creazione e sull'ambiente. Le sfide dell'intervento umano nell'ordine naturale". Domenica, 17 gennaio, entrambe le delegazioni assisteranno alla visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma. Inoltre, lunedì 18 gennaio, presso l'Università Gregoriana, padre Patrick Desbois, presidente dell'associazione "Yahad-in Unum", terrà una conferenza sull'Olocausto.
La delegazione del Gran Rabbinato sarà guidata dal Gran Rabbino di Haifa, Shear Yashuv Cohen, mentre quella della Santa Sede dal Cardinale Jorge Mejía, Archivista e Bibliotecario emerito della Santa Chiesa Romana.
UMILTà nel RICONOSCere GRANDEZZA DI DIO
CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2010 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Solennità dell'Epifania del Signore, Papa Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.
Nel commentare, nell'omelia, la prima lettura del Libro del profeta Isaia e il brano del Vangelo di Matteo, il Santo Padre ha spiegato che i Re Magi "personaggi provenienti dall'Oriente non sono gli ultimi, ma i primi della grande processione di coloro che, attraverso tutte le epoche della storia, sanno riconoscere il messaggio della stella, sanno camminare sulle strade indicate dalla Sacra Scrittura e sanno trovare, così, Colui che apparentemente è debole e fragile, ma che, invece, ha il potere di donare la gioia più grande e più profonda al cuore dell'uomo".
"In Lui, infatti, si manifesta la realtà stupenda che Dio ci conosce e ci è vicino" - ha proseguito il Pontefice - "che la sua grandezza e potenza non si esprimono nella logica del mondo, ma nella logica di un bambino inerme, la cui forza è solo quella dell'amore che si affida a noi. Nel cammino della storia, ci sono sempre persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono a Lui. Tutte vivono, ciascuna a proprio modo, l'esperienza stessa dei Magi".
"Se dunque leggiamo assieme la promessa del profeta Isaia e il suo compimento nel Vangelo di Matteo nel grande contesto di tutta la storia, appare evidente che ciò che ci viene detto, e che nel presepio cerchiamo di riprodurre, non è un sogno e neppure un vano gioco di sensazioni e di emozioni, prive di vigore e di realtà, ma è la Verità che s'irradia nel mondo".
"Solamente in quel Bambino si manifesta la forza di Dio, che raduna gli uomini di tutti i secoli, perché sotto la sua signoria percorrano la strada dell'amore, che trasfigura il mondo. Tuttavia, anche se i pochi di Betlemme sono diventati molti, i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi. Molti hanno visto la stella, ma solo pochi ne hanno capito il messaggio".
Il Papa ha invitato a chiedersi: "Qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? (...) Che cosa manca a coloro che restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono? Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio. Sono sicuri dell'idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell'intimo dall'avventura di un Dio che li vuole incontrare. Ripongono la loro fiducia più in se stessi che in Lui e non ritengono possibile che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvicinare a noi".
"Alla fine, quello che manca è l'umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò che è più grande, ma anche il coraggio autentico, che porta a credere a ciò che è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme. Manca la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio. Il Signore però ha il potere di renderci capaci di vedere e di salvarci".
HML/EPIFANIA/... VIS 100107 (550)
siNTONIA RAGIONE E FEDE, SCIENZA E RIVELAZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2010 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana in occasione della Solennità dell'Epifania del Signore, Papa Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Nell'introdurre la preghiera mariana il Papa ha ricordato che: "Celebriamo oggi la grande festa dell'Epifania, il mistero della Manifestazione del Signore a tutte le genti, rappresentate dai Magi, venuti dall'Oriente per adorare il Re dei Giudei. (...) La stella e le Sacre Scritture furono le due luci che guidarono il cammino dei Magi, i quali ci appaiono come modelli degli autentici cercatori della verità".
I Magi, ha proseguito il Pontefice, "erano uomini di scienza in un senso ampio, che osservavano il cosmo ritenendolo quasi un grande libro pieno di segni e di messaggi divini per l'uomo. Il loro sapere, pertanto, lungi dal ritenersi autosufficiente, era aperto ad ulteriori rivelazioni ed appelli divini".
"Il culmine del loro itinerario di ricerca" - ha sottolineato il Pontefice - "fu quando si trovarono davanti 'il bambino con Maria sua madre'. Dice il Vangelo che 'prostratisi lo adorarono'. Avrebbero potuto rimanere delusi, anzi, scandalizzati. Invece, da veri sapienti, sono aperti al mistero che si manifesta in maniera sorprendente; e con i loro doni simbolici dimostrano di riconoscere in Gesù il Re e il Figlio di Dio. Proprio in quel gesto si compiono gli oracoli messianici che annunciano l'omaggio delle nazioni al Dio d'Israele".
"Un ultimo particolare conferma, nei Magi, l'unità tra intelligenza e fede: è il fatto che 'avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese'. Sarebbe stato naturale ritornare a Gerusalemme, nel palazzo di Erode e nel Tempio, per dare risonanza alla loro scoperta. Invece, i Magi, che hanno scelto come loro sovrano il Bambino, la custodiscono nel nascondimento, secondo lo stile di Maria, o meglio, di Dio stesso e, così come erano apparsi, scompaiono nel silenzio, appagati, ma anche cambiati dall'incontro con la Verità. Avevano scoperto un nuovo volto di Dio, una nuova regalità: quella dell'amore".
"Ci aiuti la Vergine Maria, modello di vera sapienza, ad essere autentici ricercatori della verità di Dio, capaci di vivere sempre la profonda sintonia che c'è tra ragione e fede, scienza e rivelazione".
Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha indirizzato il suo augurio "più cordiale ai fratelli e alle sorelle delle Chiese Orientali che celebrano domani il santo Natale. Il mistero di luce sia fonte di gioia e di pace per ogni famiglia e comunità".
Infine il Papa ha ricordato che: "Nella solennità dell'Epifania ricorre la Giornata Missionaria dei Bambini, con il motto 'I bambini aiutano i bambini'".
"Promossa dal Venerabile Papa Pio XII nel 1950, questa iniziativa educa i bambini a formarsi una mentalità aperta al mondo e ad essere solidali con i loro coetanei più disagiati. Saluto con affetto tutti i piccoli missionari presenti nei cinque continenti e li incoraggio ad essere sempre testimoni di Gesù e annunciatori del suo Vangelo".