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Avvenimenti
incontrare uomini e donne che hanno perduto senso di dio
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2009 (VIS). In un Messaggio rivolto ai partecipanti all'incontro promosso dalla Comunità di Taizé, che quest'anno si tiene dal 29 dicembre al 2 gennaio a Poznan (Polonia), il Papa scrive di aver fiducia nei giovani "per andare ad incontrare uomini e donne che hanno perduto il senso di Dio, che lo cercano a tastoni, talvolta senza neppure saperlo".
"Essi hanno bisogno di incontrare dei veri testimoni" - si legge nel Messaggio -
"affinché risplenda per loro il volto di Cristo. Che Dio ispiri in voi i gesti e le parole che renderanno accessibile ad altri, dopo il vostro ritorno nei vostri paesi, la speranza che vi permette di vivere e lo slancio che il suo Spirito vuole dare ad ogni vita umana".
"Si, rallegratevi della sete che Egli ha deposto in voi: essa esprime la vostra dignità di figli e figlie di Dio. Durante questo 32° incontro europeo in Polonia, nuova tappa del vostro pellegrinaggio di fiducia sulla terra, scoprirete la gioia di attingere insieme alle sorgenti del Dio Vivente, la gioia della comunione in Cristo. È a questa gioia che vi guida la sua chiamata".
Benedetto XVI conclude il messaggio affidando i giovani all'intercessione della Vergine Maria, madre dei credenti e concedendo con tutto il cuore un'affettuosa benedizione apostolica, così come ai fratelli di Taizé, a tutte le persone che hanno organizzato questo pellegrinaggio, ai pastori ed ai fedeli che vi accolgono, alle vostre famiglie".
SOSTENERE CREDENTI CHE SOFFRONO A CAUSA LORO FEDE
CITTA' DEL VATICANO, 26 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina, festa di Santo Stefano, Papa Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
"Colui che vagisce nella mangiatoia" - ha detto il Santo Padre - "è il Figlio di Dio fatto uomo, che ci chiede di testimoniare con coraggio il suo Vangelo, come ha fatto Santo Stefano - primo martire cristiano - il quale, pieno di Spirito Santo, non ha esitato a dare la vita per amore del suo Signore. Egli, come il suo Maestro, muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l'ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell'amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio".
"La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all'amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore".
"Oggi, presentandoci il diacono Santo Stefano come modello" - ha ricordato il Pontefice - "la Chiesa ci indica, altresì, nell'accoglienza e nell'amore verso i poveri, una delle vie privilegiate per vivere il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo credibile il Regno di Dio che viene".
"La Festa di santo Stefano ci ricorda anche i tanti credenti" - ha sottolineato il Pontefice - "che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede: Affidandoli alla sua celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità e nell'umiltà del presepe".
MESSAGGIO PERENNE VANGELO SOCIETÀ SECOLARIZZATA
CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Bielorussia al termine della "Visita ad Limina Apostolorum".
Il Papa ha iniziato il suo discorso ricordando ai Presuli che "è particolarmente importante (...) annunciare con rinnovato entusiasmo ed incisività il perenne Messaggio del Vangelo in una società che non è immune dalle tentazioni della secolarizzazione, dell'edonismo e del relativismo: i problemi della denatalità, della fragilità delle famiglie e dell'illusione di trovare fortuna al di fuori della propria terra ne sono un segno".
"Di fronte a tali sfide, compito urgente dei Pastori è di evidenziare la forza della fede" - ha ribadito il Pontefice - "una fede radicata in una solida tradizione, per contribuire a preservare la profonda identità cristiana della Nazione, nel dialogo rispettoso con le altre culture e religioni".
"Per raggiungere tale obiettivo" - ha detto il Papa ai Presuli della Bielorussia - "è necessario che (...) abbiate grande cura nel formulare programmi e promuovere metodi pastorali più adeguati, ponendo in atto le decisioni della Conferenza Episcopale. Tale rinnovata testimonianza di unità, oltre che giovare all'annuncio del Vangelo, favorirà il rapporto con l'Autorità civile e, particolarmente, le relazioni ecumeniche".
Successivamente il Santo Padre ha menzionato il tema dell'educazione ed ha affermato: "Oggi viviamo in una sorta di 'emergenza' in questo delicato ed essenziale settore, ed è necessario moltiplicare gli sforzi per offrire, in primo luogo alle nuove generazioni, una valida formazione". In particolare il Santo Padre, riferendosi ai candidati al sacerdozio, ha esortato i Vescovi con queste parole: "Vi invito a vigilare attentamente affinché i candidati al sacerdozio ricevano una solida e rigorosa formazione spirituale e teologica e siano debitamente guidati nel compiere una seria e profonda verifica della chiamata divina. L'attuale situazione della nostra società richiede un discernimento particolarmente attento".
"Occorre, inoltre, avere sempre presente che il Signore vi chiama, come Pastori della Chiesa, a saper discernere ogni ministero destinato all'edificazione del corpo ecclesiale, anche di carattere laicale, culturale e civile, perché tutti contribuiscano a far crescere il Regno di Dio in Bielorussia, nello spirito di una vera e reale comunione per richiamare quei valori cristiani che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della civiltà europea".
"Anche le Chiese Ortodosse, come la Chiesa Cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "sono fortemente impegnate a riflettere su come rispondere alle sfide del nostro tempo per trasmettere con fedeltà il Messaggio di Cristo. Accogliendo l'invito emerso nel recente incontro cattolico-ortodosso di Cipro, occorre intensificare il comune cammino in tale direzione". In merito "un significativo apporto potrà essere offerto dalla piccola, ma fervente Comunità greco-cattolica presente nel Paese".
Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando il suo recente incontro con il Presidente della Repubblica di Bielorussia che ha affermato: "La volontà delle parti di stipulare un Accordo, di cui è in corso l'elaborazione. Inoltre" - ha aggiunto il Papa - "ho sottolineato la particolare attenzione con la quale questa Sede Apostolica, come pure la Conferenza Episcopale, seguono le vicende del Paese e l'impegno di fattiva collaborazione su materie di comune interesse, al fine di promuovere, nel rispetto delle competenze di ciascun ambito, il bene dei cittadini".
RELIGIONI FORZA DI PACE E RICONCILIAZIONE
CITTÀ DEL VATICANO, 17 DIC 2009 (VIS). - Il Papa ha ricevuto oggi i nuovi Ambasciatori di Danimarca, Signor Hans Kingenberg; Uganda, Signor Francis K. Butagira; Sudan, Signor Sulieman Mohamad Mustafa; Kenia, Signor Elkanah Odembo; Kazakistan, Signor Mukhtar B. Tileuberdi; Bangladesh, Signor Abdul Hannan; Finlandia, Signor Alpo Rusi; e Lettonia, Signor Einars Semanis, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.
Nel discorso ai diplomatici, il Santo Padre ha fatto riferimento alla necessità di "una giusta relazione tra l'essere umano e la creazione in cui vive ed opera". Al riguardo, il Pontefice ha sottolineato la responsabilità nei confronti dell'ambiente poiché la sua "continua degradazione è una minaccia diretta alla sopravvivenza dell'uomo e al suo sviluppo; e corre il rischio di minacciare direttamente la pace tra le persone e i popoli".
Benedetto XVI ha incoraggiato le autorità politiche dei Paesi che rappresentano i nuovi Ambasciatori, e tutte le Nazioni, a "rafforzare la loro azione in favore della salvaguardia dell'ambiente, ma anche - poiché il problema non si può affrontare unicamente a livello particolare di ogni singolo paese - ad essere una forza propositiva ed uno stimolo per raggiungere accordi internazionali vincolanti utili e giusti per tutti".
Il Papa ha ribadito la vitale importanza di un "cambiamento o trasformazione del modello di sviluppo attuale delle nostre società" ed ha affermato che "la Chiesa propone che tale profondo cambiamento (...) sia orientato secondo il principio di sviluppo integrale della persona umana".
"E' vero" - ha affermato il Santo Padre - "che nella storia le religioni erano frequentemente un fattore di conflitto, ma è anche vero che le religioni vissute secondo la loro essenza profonda erano e sono una forza di riconciliazione e di pace. Nell'attuale momento storico le religioni devono anche, attraverso il dialogo franco e sincero, cercare la via della purificazione per corrispondere sempre di più alla loro vocazione".
"La coesistenza pacifica delle varie religioni in ogni nazione a volte è difficile. Più che un problema politico, questa coesistenza è un problema religioso che si presenta all'interno di ognuna di queste tradizioni. Ogni credente è chiamato ad interrogare Dio sulla Sua Volontà a proposito delle singole situazioni umane".
"Per l'uomo di fede o l'uomo di buona volontà, la risoluzione dei conflitti umani e la delicata coabitazione delle differenti espressioni religiose si possono trasformare in una coesistenza umana, in un ordine pieno di bontà e saggezza, che ha origine e dinamismo in Dio. Questa coesione nel rispetto della natura delle cose e della saggezza inerente che viene da Dio -la tranquillitas ordinis- si chiama pace".
Il Santo Padre ha segnalato che "la pace tanto desiderata non nascerà che dall'azione congiunta dell'individuo, che scopre la sua vera natura in Dio, e dei responsabili delle società civili e religiose le quali - nel rispetto della dignità e della fede di ognuno - sapranno riconoscere e dare alla religione il suo nobile ed autentico ruolo di realizzazione e perfezionamento della persona umana. Si tratta di una ricomposizione globale, temporale e spirituale, che permette un nuovo slancio verso la pace che Dio desidera universale".
questione di dio è centrale anche per Nostra epoca
CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo Metropolita di Genova (Italia) e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del Convegno: "Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto", in corso a Roma dal 10 al 12 dicembre.
"La questione di Dio" - scrive il Papa - "è centrale anche per la nostra epoca, nella quale spesso si tende a ridurre l'uomo ad una sola dimensione, quella 'orizzontale', ritenendo irrilevante per la sua vita l'apertura al Trascendente. La relazione con Dio, invece, è essenziale per il cammino dell'umanità e (...) la Chiesa e ogni cristiano hanno proprio il compito di rendere Dio presente in questo mondo, di cercare di aprire agli uomini l'accesso a Dio".
"In questa prospettiva si pone l'evento internazionale di questi giorni. (...) Da una parte, infatti, si intendono mostrare le varie strade che conducono ad affermare la verità circa l'esistenza di Dio, quel Dio che l'umanità ha da sempre in qualche modo conosciuto, (...) e che si è rivelato (...) in modo pieno e definitivo, in Gesù Cristo. (...) Dall'altra parte, si vuole mettere proprio in luce l'importanza essenziale che Dio ha per noi, per la nostra vita personale e sociale, (...) per la speranza che illumina il nostro cammino, per la salvezza che ci attende oltre la morte".
Tali tematiche sono esaminate sotto molteplici prospettive, "dalla riflessione filosofica e teologica, alla testimonianza delle grandi religioni; dallo slancio verso Dio, che trova espressione nella musica, nelle lettere, nelle arti figurative, nel cinema e nella televisione agli sviluppi delle scienze, che cercano di leggere in profondità i meccanismi della natura, frutto dell'opera intelligente di Dio Creatore".
"In una situazione culturale e spirituale come quella che stiamo vivendo" scrive ancora il Papa - "dove cresce la tendenza a relegare Dio nella sfera privata, a considerarlo come irrilevante e superfluo, o a rifiutarlo esplicitamente, auspico di cuore che questo evento possa contribuire almeno a diradare quella penombra che rende precaria e timorosa per l'uomo del nostro tempo l'apertura verso Dio".
"Le esperienze del passato, anche non lontano da noi, insegnano che quando Dio sparisce dall'orizzonte dell'uomo, l'umanità perde l'orientamento e rischia di compiere passi verso la distruzione di se stessa. La fede in Dio apre all'uomo l'orizzonte di una speranza certa, che non delude; indica un solido fondamento su cui poter poggiare senza timore la vita; chiede di abbandonarsi con fiducia nelle mani dell'Amore che sostiene il mondo".
cuba: segni concreti apertura libertà religiosa
CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2009 (VIS). Il diplomatico Eduardo Delgado Bermúdez, nuovo Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, ha presentato questa mattina al Santo Padre le Lettere Credenziali.
"Fra illusioni e difficoltà" - ha detto il Santo Padre nel suo discorso - "Cuba ha conquistato un deciso protagonismo, in particolare in ambito economico e politico nei Caraibi e in America Latina. Inoltre alcuni segni di distensione nei rapporti con gli Stati Uniti lasciano presagire nuove opportunità per un avvicinamento che porti ad un reciproco beneficio, nel pieno rispetto della sovranità e del diritto degli Stati e dei suoi abitanti".
Cuba "che continua ad offrire a numerosi paesi la sua collaborazione in ambiti di fondamentale importanza quali l'alfabetizzazione e la salute, favorisce così la cooperazione e la solidarietà internazionale, senza che queste ultime siano sottomesse ad altri interessi oltre gli aiuti alle popolazioni bisognose. È auspicabile" - ha detto Papa Benedetto XVI - "che tutto ciò possa contribuire a trasformare in realtà l'appello che il mio venerato Predecessore, Papa Giovanni Paolo II, lanciò nel suo storico Viaggio a Cuba;: "Che Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e che il mondo si apra a Cuba".
Come altri paesi, Cuba soffre "anche le conseguenze della grave crisi mondiale che, aggiunta ai devastanti effetti delle catastrofi naturali e dell'embargo economico, colpisce in particolare le persone e le famiglie più povere (...). La Chiesa Cattolica a Cuba, la quale in questi momenti, e come sempre, si sente vicina alla popolazione, desidera contribuire con il suo modesto ed efficace aiuto", ha detto il Santo Padre ricordando che la maggiore cooperazione raggiunta con le Autorità cubane "ha permesso la realizzazione di importanti progetti di assistenza e di ricostruzione, specialmente quando il Paese è colpito da catastrofi naturali".
"Spero che continuino a moltiplicarsi" - ha detto ancora il Papa - "i segni concreti di apertura all'esercizio della libertà religiosa, come è accaduto negli ultimi anni, come ad esempio la possibilità di celebrare la Santa Messa in alcune carceri, la realizzazione di processioni religiose, la riparazione e restituzione di alcuni templi e l'edificazione di alcune case religiose, e la possibilità di usufruire dell'assistenza sociale per i sacerdoti e i religiosi".
"Con la prospettiva di avanzare su questa strada, soprattutto a beneficio dei cittadini cubani" - ha aggiunto il Pontefice - "sarebbe anche auspicabile poter dialogare per fissare congiuntamente, seguendo forme simili a quelle stabilite con altre Nazioni e rispettando le caratteristiche proprie del Paese, la struttura giuridica che definisce convenientemente le relazioni esistenti e mai interrotte fra la Santa Sede e Cuba, garantendo l'adeguato sviluppo della vita e dell'azione pastorale della Chiesa in questa Nazione".
Infine il Santo Padre ha espresso fiducia che il clima che "ha reso possibile alla Chiesa il suo modesto contributo caritativo favorisca la sua partecipazione ai mezzi di comunicazione sociale e la realizzazione di missioni educative complementari, in accordo con la sua specifica missione pastorale e spirituale".
INIZIA NEL 2010 TERZA FASE DIALOGO CATTOLICI-ANGLICANI
CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - L’Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi il seguente comunicato riguardante il Comitato preparatorio della III Fase della “Commissione Internazionale tra Anglicani e Cattolici” (ARCIC):
“A seguito dell’incontro tenutosi in Vaticano il 21 novembre tra Papa Benedetto XVI e l’Arcivescovo di Canterbury, Dott. Rowan Williams, nel corso del quale essi hanno ribadito il desiderio di rafforzare le relazioni ecumeniche tra anglicani e cattolici, il 23 novembre si è riunito un Comitato preparatorio per approntare la terza fase della "Commissione Internazionale tra anglicani e cattolici" (ARCIC, Anglican - Roman Catholic International Commission). È stato deciso che questa nuova fase avrà inizio entro il prossimo anno”.
“Nella terza fase si tratteranno questioni fondamentali riguardanti la Chiesa - Chiesa locale e Chiesa universale - intesa come comunione, e del modo in cui la Chiesa, locale e universale, possa discernere, nella comunione, il giusto insegnamento morale”.
“Nei prossimi mesi verranno nominati i membri della Commissione e sarà annunciata la data del suo primo incontro”.
L’AVVENTO CI INVITA A PERCEPIRE LA PRESENZA DI DIO
CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2009 (VIS). - Benedetto XVI ha presieduto questo pomeriggio nella basilica vaticana la celebrazione dei primi vespri della I Domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico per la vita della Chiesa.
Nell’omelia, il Papa ha riflettuto sul significato della parola Avvento, che “i cristiani adottarono per esprimere la loro relazione con Gesù Cristo” e comprende anche il significato di “visita”. In questo caso, di tratta di una visita di Dio, che entra nella mia vita e vuole rivolgersi a me”.
“Tutti facciamo esperienza, nell’esistenza quotidiana - ha affermato -, di avere poco tempo per il Signore e poco tempo pure per noi. Si finisce per essere assorbiti dal "fare". Non è forse vero che spesso è proprio l’attività a possederci, la società con i suoi molteplici interessi a monopolizzare la nostra attenzione? Non è forse vero che si dedica molto tempo al divertimento e a svaghi di vario genere?”.
“L’Avvento, questo tempo liturgico forte che stiamo iniziando - ha continuato -, ci invita a sostare in silenzio per capire una presenza. E’ un invito a comprendere che i singoli eventi della giornata sono cenni che Dio ci rivolge, segni dell’attenzione che ha per ognuno di noi. Quanto spesso Dio ci fa percepire qualcosa del suo amore! Tenere, per così dire, un "diario interiore" di questo amore sarebbe un compito bello e salutare per la nostra vita! L’Avvento ci invita e ci stimola a contemplare il Signore presente. La certezza della sua presenza non dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi?”
Benedetto XVI ha segnalato che “altro elemento fondamentale dell’Avvento è l’attesa, attesa che è nello stesso tempo speranza. (...)La speranza segna il cammino dell’umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace”.
Dopo aver messo in rilievo che “ci sono modi molto diversi di attendere”, il Papa ha sottolineato che “se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l’attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c’è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l’attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell’attesa rende il presente più prezioso”.
Il Santo Padre ha incoraggiato i fedeli a vivere “intensamente il presente dove già ci raggiungono i doni del Signore, proiettati verso il futuro, un futuro carico di speranza”. Il Messia, ha aggiunto, “venendo tra noi, ci ha recato e continua ad offrirci il dono del suo amore e della sua salvezza. Presente tra noi, ci parla in molteplici modi: nella Sacra Scrittura, nell’anno liturgico, nei santi, negli eventi della vita quotidiana, in tutta la creazione, che cambia aspetto a seconda che dietro di essa ci sia Lui o che sia offuscata dalla nebbia di un’incerta origine e di un incerto futuro”.
“A nostra volta - ha concluso -, noi possiamo rivolgergli la parola, presentargli le sofferenze che ci affliggono, l’impazienza, le domande che ci sgorgano dal cuore. Siamo certi che ci ascolta sempre! E se Gesù è presente, non esiste più alcun tempo privo di senso e vuoto. Se Lui è presente, possiamo continuare a sperare anche quando gli altri non possono più assicurarci alcun sostegno, anche quando il presente diventa faticoso”.
UNITÀ CRISTIANI RENDERÀ PIÙ FACILE EVANGELIZZAZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre al Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, in occasione dell'Assemblea Plenaria, in corso in questi giorni sul tema: " San Paolo e i nuovi areopaghi".
Il riferimento all'areopago dal quale San Paolo annunciò il Vangelo "costituisce" - scrive il Papa - "un invito pressante a saper valorizzare gli 'areopaghi' di oggi, dove si affrontano le grandi sfide dell'evangelizzazione".
"L'attività missionaria della Chiesa" - scrive ancora il Pontefice - "va pertanto orientata verso questi centri nevralgici della società del terzo millennio. Né va sottovalutato l'influsso di una diffusa cultura relativista, il più delle volte carente di valori, che entra nel santuario della famiglia, si infiltra nel campo dell'educazione e in altri ambiti della società e li contamina, manipolando le coscienze, specialmente quelle giovanili. Al tempo stesso, però, malgrado queste insidie, la Chiesa sa che è sempre in azione lo Spirito Santo".
"Si aprono, infatti, nuove porte al Vangelo e si va estendendo nel mondo l'anelito verso un autentico rinnovamento spirituale e apostolico. Come in altre epoche di cambiamento, la priorità pastorale è mostrare il volto vero di Cristo, Signore della storia e unico Redentore dell'uomo. Ciò esige che ogni comunità cristiana e la Chiesa nel suo insieme offrano una testimonianza di fedeltà a Cristo, costruendo pazientemente quell'unità da Lui voluta e invocata per tutti i suoi discepoli. L'unità dei cristiani renderà, infatti, più facile l'evangelizzazione e il confronto con le sfide culturali, sociali e religiose del nostro tempo".
"In tale impresa missionaria possiamo guardare all'apostolo Paolo" - conclude il Santo Padre - "imitarne lo 'stile' di vita e il medesimo 'spirito' apostolico incentrato totalmente in Cristo. Con tale completa adesione al Signore, i cristiani potranno più facilmente trasmettere alle generazioni future l'eredità della
"ANGLICANORUM COETIBUS" E NORME COMPLEMENTARI
CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2009 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso nota, questa mattina, la Costituzione Apostolica "Anglicanorum Coetibus", circa l'istituzione di Ordinariati Personali per Anglicani che entrano nella piena comunione con la Chiesa Cattolica e le Norme Complementari.
I documenti, datati 4 novembre, festa di San Carlo Borromeo, portano la firma del Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e dall'Arcivescovo Luis F. Ladaria, S.I., Segretario della medesima Congregazione.
Un Comunicato della Congregazione precisa che il 20 ottobre 2009, il Cardinale Levada "ha annunciato un nuovo documento per rispondere alle numerose richieste pervenute alla Santa Sede da gruppi di ministri e fedeli anglicani di diverse parti del mondo, i quali desiderano entrare nella piena e visibile comunione con la Chiesa Cattolica".
"La Costituzione Apostolica 'Anglicanorum coetibus' che oggi viene pubblicata" - si legge ancora nel testo - "introduce una struttura canonica che provvede ad una tale riunione corporativa tramite l'istituzione di Ordinariati Personali, che permetteranno ai suddetti gruppi di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano. (...) Le Norme Complementari, (...) serviranno alla retta attuazione del provvedimento".
"Questa Costituzione Apostolica apre una nuova strada per la promozione dell'unità dei cristiani, riconoscendo nel contempo la legittima diversità nell'espressione della nostra fede comune. Non si tratta di un'iniziativa che abbia avuto origine nella Santa Sede, ma di una risposta generosa da parte del Santo Padre alla legittima aspirazione di tali gruppi anglicani. L'istituzione di questa nuova struttura si colloca in piena armonia con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica".
"La possibilità prevista dalla Costituzione Apostolica della presenza di alcuni chierici sposati negli Ordinariati Personali" - precisa il Comunicato - "non significa in alcun modo un cambiamento nella disciplina della Chiesa per quanto riguarda il celibato sacerdotale. Esso, come dice il Concilio Vaticano Secondo, è segno e allo stesso tempo stimolo della carità pastorale e annuncia in modo radioso il regno di Dio".
La Costituzione Apostolica si compone di tredici disposizioni relative alla formazione dell'Ordinariato che, come si legge al paragrafo 3, "gode di personalità giuridica pubblica; è giuridicamente assimilato ad una diocesi"; relativa alla potestà dell'Ordinario "esercitata in modo congiunto con quella del Vescovo diocesano locale nei casi previsti dalle Norme Complementari; ai candidati agli Ordini Sacri; all'erezione, con l'approvazione della Santa Sede, di nuovi Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica; all'erezione di parrocchie; alla Visita "ad Limina Apostolorum" dell'Ordinario, e così via.
Le Norme Complementari riguardano la dipendenza della Santa Sede; i rapporti con le Conferenze Episcopali e i Vescovi diocesani; l'Ordinario; i fedeli dell'Ordinariato; il clero; i Vescovi già Anglicani; il Consiglio di governo; il Consiglio pastorale e le parrocchie personali.
chiarifiche celibato anglicani entrano chiesa cattolica
CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2009 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha reso pubblica la seguente dichiarazione riguardo alle speculazioni sulla questione del celibato nell'annunciata Costituzione Apostolica relativa agli ordinariati personali per gli Anglicani che entrano in piena comunione con la Chiesa cattolica.
"Vi sono state diffuse speculazioni, fondate su osservazioni che si suppone ben informate da parte del corrispondente italiano Andrea Tornielli, che il rinvio della pubblicazione della Costituzione Apostolica relativa agli Ordinariati personali per gli Anglicani che entrano nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, annunciata il 20 ottobre 2009, dal Cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato dovuto a più che motivi 'tecnici'. Secondo questa ipotesi, vi è un grave problema sostanziale alla base del ritardo, vale a dire, il disaccordo se il celibato sarà la norma per il futuro clero interessato dalle disposizioni.
"Il Cardinale Levada ha dato i seguenti commenti su questa speculazione: 'Se mi fosse stato chiesto sarei stato felice di chiarire ogni dubbio circa il mio intervento durante la conferenza stampa. Non vi è alcun fondamento a tali speculazioni. Nessuno in Vaticano mi ha mai menzionato tale questione. Il ritardo è puramente tecnico, nel senso di garantire la coerenza nel linguaggio canonico e i riferimenti. I problemi di traduzione sono secondari; la decisione di ritardare la pubblicazione al fine di attendere il testo latino 'ufficiale' da pubblicare nell''Acta Apostolicae Sedis' è stata fatta qualche tempo fa".
"Le bozze preparate dal gruppo di lavoro, e presentate per lo studio e l'approvazione attraverso la consueta procedura seguita dalla Congregazione, contengono tutte la seguente dichiarazione, attualmente consultabile nell'articolo VI della Costituzione:
"§ 1 Coloro che hanno servito come diaconi, preti o vescovi anglicani, e che soddisfano i requisiti stabiliti dal diritto canonico e non sono impediti da irregolarità o altri i impedimenti, possono essere accettati dall'Ordinario come candidati agli ordini sacri nella Chiesa cattolica. Nel caso di ministri sposati, le norme stabilite nella Lettera Enciclica di Papa Paolo VI 'Sacerdotalis coelibatus', n. 42 (1) e nella comunicazione "Nel mese di giugno", devono essere osservate. Ministri non sposati devono sottoporsi alla norma del celibato ecclesiastico del can. 277, § 1 C.I.C.".
"§ 2. L'Ordinario, nel pieno rispetto della disciplina del clero celibatario nella Chiesa Latina, come una regola (pro regula) ammetterà solo uomini celibi all'ordine del presbitero. Egli può anche presentare una petizione al Romano Pontefice, come deroga dal can. 277, § 1, per l'ammissione di uomini sposati all'ordine del presbiterato, caso per caso, in base a criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede".
"Questo articolo è da intendersi come coerente con la corrente prassi della Chiesa, in cui ex ministri anglicani sposati possono essere ammessi al ministero sacerdotale nella Chiesa cattolica secondo un criterio di caso per caso. Per quanto riguarda i futuri seminaristi, si è ritenuto puramente speculativo se ci possano essere alcuni casi in cui una dispensa dalla regola del celibato possa essere domandata. Per questo motivo, criteri oggettivi circa qualunque possibilità di questo tipo (per esempio seminaristi già sposati in preparazione) devono essere sviluppati congiuntamente dall'Ordinariato personale e la Conferenza Episcopale, e presentato per l'approvazione della Santa Sede".
"Il Cardinale Levada ha detto in anticipazione che il lavoro tecnico sulla 'Costituzione' e sulle 'Norme' sarà completato entro la fine della prima settimana di novembre".
Messaggio x anniversario elezione karekin ii
CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio di Papa Benedetto XVI a Sua Santità Karekin II, in occasione del decimo anniversario dell'elezione e intronizzazione a Patriarca Supremo e Catholicos di Tutti gli Armeni.
"Conosco il personale impegno per il dialogo, la collaborazione e l'amicizia fra la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa Cattolica" - scrive il Santo Padre - "che si è chiaramente espressa nei vari incontri tenuti recentemente fra Vostra Santità ed il Successore di Pietro. Prego affinché le buone relazioni instaurate fra noi possono continuare a svilupparsi negli anni futuri".
"La ritrovata libertà della Chiesa in Armenia alla fine del secolo scorso" - sottolinea Papa Benedetto XVI - "ha portato gioia ai cristiani nel mondo. L'immensa impresa di ricostruire la comunità ecclesiale è stata affidata a Sua Santità. Quanto è stato già realizzato, in così breve tempo, è davvero degno di nota: sono fiorite nuove iniziative per l'educazione cristiana dei giovani, per la formazione del clero, la creazione di nuove parrocchie, l'edificazione di nuove di chiese e di centri comunitari, la promozione di valori cristiani nella vita sociale e culturale della nazione".
"Invoco Dio Onnipotente" - conclude il Santo Padre - "affinché attraverso l'intercessione di San Gregorio l'Illuminatore - Fondatore e Patrono della Chiesa Apostolica Armena - siamo ancora più strettamente uniti un santo vincolo di fede, speranza e amore e carità cristiana".
NOTA PASSAGGIO FEDELI ANGLICANI NELLA CHIESA CATTOLICA
CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS).Il Cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e l'arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, hanno spiegato questa mattina durante un incontro con i giornalisti la nota circa gli Ordinariati Personali per gli anglicani che entrano a far parte della Chiesa Cattolica.
Il cardinal Levada ha commentato una nota informativa del suo dicastero in cui si dice che "la Chiesa Cattolica risponde alle numerose richieste che sono state sottoposte alla Santa Sede da gruppi di chierici e fedeli anglicani provenienti da diverse parti del mondo, i quali desiderano entrare nella piena e visibile comunione".
"In questa Costituzione Apostolica - ha detto- il Santo Padre ha introdotto una struttura canonica che provvede ad una tale riunione corporativa tramite l'istituzione di Ordinariati Personali, che permetteranno ai fedeli già anglicani di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano. Secondo il tenore della Costituzione Apostolica la sorveglianza e guida pastorale per tali gruppi di fedeli già anglicani sarà assicurata da un Ordinariato Personale, di cui l'Ordinario sarà usualmente nominato dal clero già anglicano".
"La Costituzione Apostolica che sarà presto pubblicata, rappresenta una risposta ragionevole e perfino necessaria ad un fenomeno globale, offrendo un unico modello canonico per la Chiesa universale adattabile a diverse situazioni locali e, nella sua applicazione universale, equo per i già anglicani. Tale modello prevede la possibilità dell'ordinazione di chierici sposati già anglicani, come sacerdoti cattolici. Ragioni storiche ed ecumeniche non permettono l'ordinazione di uomini sposati a vescovi sia nella Chiesa Cattolica come in quelle Ortodosse. Pertanto, la Costituzione determina che l'Ordinario possa essere o un sacerdote o un vescovo non coniugato. I seminaristi dell'Ordinariato vengono preparati accanto ad altri seminaristi cattolici, anche se l'Ordinariato potrà aprire una casa di formazione al fine di rispondere ai particolari bisogni di formazione nel patrimonio anglicano".
"Questa nuova struttura -continua la nota- è in linea con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica, in particolare attraverso gli sforzi del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. "L'iniziativa proviene da vari gruppi di anglicani", ha aggiunto il Cardinale Levada. "Essi hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica, come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e di accettare il ministero petrino come un elemento voluto da Cristo per la Chiesa. Per loro è venuto il tempo di esprimere tale unione implicita in una forma visibile di piena comunione."
Il porporato ha sottolineato che "Benedetto XVI spera che i chierici e fedeli anglicani desiderosi dell'unione con la Chiesa Cattolica troveranno in questa struttura canonica l'opportunità di preservare quelle tradizioni anglicane che sono preziose per loro e conformi con la fede cattolica. In quanto esprimono in un modo distinto la fede professata comunemente, tali tradizioni sono un dono da condividere nella Chiesa universale. L'unione con la Chiesa non richiede l'uniformità che ignora le diversità culturali, come dimostra la storia del cristianesimo. Inoltre, le numerose e diverse tradizioni oggi presenti nella Chiesa Cattolica sono radicate tutte nel principio formulato da san Paolo nella sua Lettera agli Efesini: "Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo".
In una dichiarazione congiunta, gli arcivescovi di Westminster e Canterbury, rispettivamente Vincent Gerard Nichols e Rowan Williams, affermano che l'annuncio della Costituzione Apostolica "chiude un periodo di incertezza per i gruppi che hanno sperato in nuovi modi per raggiungere l'unità della Chiesa Cattolica. Tocca ora a coloro che hanno avanzato istanze di questo tipo alla Santa Sede rispondere alla Costituzione Apostolica" che è "conseguenza del dialogo ecumenico tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana".
"L'attuale dialogo ufficiale tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana -sottolineano i prelati- costituisce la base per la continuazione della nostra cooperazione. Gli accordi della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica (ARCIC) e della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica per l'Unità e la Missione (IARCCUM) stabiliscono con chiarezza il cammino che seguiremo insieme".
"Con l'aiuto di Dio e della preghiera -concludono- proclamiamo la nostra determinazione per rafforzare il reciproco impegno attuale e la consultazione con riguardo a questo e ad altri argomenti. A livello locale, nello spirito della IARCCUM, vorremmo adottare il modello di riunione tra la Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles e la Camera Episcopale dei Vescovi di Inghilterra, concentrandoci sulla missione comune".
CRISTIANI E INDÙ PER LO SVILUPPO UMANO INTEGRALE
CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS).- Oggi è stato pubblicato il messaggio del Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ai seguaci dell'induismo in occasione del Deepavali, che si celebra in questo mese di ottobre. Il messaggio di quest'anno si intitola: " Indù e cristiani: impegnati nello sviluppo umano integrale".
Nel testo, firmato anche dall'arcivescovo Pier Luigi Celata, segretario del dicastero, si legge: "Nel processo dello sviluppo integrale, la protezione della vita umana ed il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona, sono responsabilità di ciascuno, sia individualmente che collettivamente".
"Il rispetto degli altri implica, dunque, il riconoscimento della loro libertà: libertà di coscienza, di pensiero e di religione".
Il cardinal Tauran e l'arcivescovo Celata scrivono che "lo sviluppo umano integrale richiede anche la volontà politica di lavorare per garantire una maggiore protezione dei diritti umani ed una coesistenza pacifica. Sviluppo, libertà e pace sono indissolubilmente legati e si completano reciprocamente".
PRESENTAZIONE VOLUME ECUMENISMO CARDINALE KASPER
CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2009 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha presentato questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, il volume "Harvesting the fruits. Basic aspects of Christian Faith in Ecumenical Dialogue. Ecumenical Consensus Convergences and Differences" (Raccolta dei frutti. Aspetti fondamentali della fede cristiana nel dialogo ecumenico. Consensi, convergenze e differenze)", edito dalla Editrice "Continuum" di Londra.
"Il libro" - ha detto il Cardinale - "è il frutto di due anni di lavoro intenso che ho intrapreso insieme agli Officiali del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani (PCPUC), ed in collaborazione con i nostri Consultori ed i nostri partner ecumenici" ed analizza "le principali comunità protestanti che sono state le prime ad allacciare con noi un dialogo dopo il Concilio" e traccia un bilancio di questo incontro "guardando sia al passato che al futuro".
Nel corso della presentazione il Cardinale Kasper ha annunciato la celebrazione di "un Simposio nel febbraio 2010", dove tenendo come testo di base il volume, "si discuterà del futuro dell'ecumenismo occidentale",
VISITA DEL PAPA FAO E SINAGOGA DI ROMA
CITTA' DEL VATICANO, 13 OTT. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina i due comunicati che seguono:
"Nella mattinata di lunedì 16 novembre, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà presso la sede della FAO (Roma) in occasione dell'apertura del Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare, che avrà luogo nel contesto della 36a Conferenza generale della FAO (Roma, 18-23 novembre 2009).
"Nel pomeriggio di domenica 17 gennaio 2010, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà nella Sinagoga di Roma per incontrare la Comunità Israelitica, in occasione della 21a Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cattolici ed ebrei, e della Festa del 'Mo'èd di Piombo', che coincide proprio con tale data" Tale festa commemora un evento considerato miracoloso accaduto nel 1793, quando gli Ebrei del Ghetto di Roma scamparono alla furia del popolino romano grazie ad un acquazzone, che spense
RAFFORZARE VALORI SPIRITUALI E MORALI VITA ODIERNA SOCIETà
CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2009 (VIS). Alle 18:00 Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione dei Vespri con vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e membri di movimenti laicali, nella Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto di Praga.
"Amare Cristo e i fratelli" - ha detto il Santo Padre - "deve essere la caratteristica di ogni battezzato e di ogni comunità. (...) Cari fratelli e sorelle, imitate il divin Maestro che 'non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti'. (...) Alimentate l'amore di Cristo con la preghiera e l'ascolto della sua parola; nutritevi di Lui nell'Eucaristia, e siate, con la sua grazia, artefici di unità e di pace in ogni ambiente".
"Le vostre comunità cristiane, dopo il lungo inverno della dittatura comunista" - ha ricordato il Pontefice - "20 anni fa hanno ripreso ad esprimersi liberamente. (...) Voi avvertite però che anche oggi non è facile vivere e testimoniare il Vangelo. La società reca ancora le ferite causate dall'ideologia atea ed è spesso affascinata dalla moderna mentalità del consumismo edonista, con una pericolosa crisi di valori umani e religiosi e la deriva di un dilagante relativismo etico e culturale. In questo contesto si rende urgente un rinnovato impegno da parte di tutte le componenti ecclesiali per rafforzare i valori spirituali e morali nella vita della società odierna".
"La vostra attività pastorale" - ha proseguito il Papa - "abbracci con particolare zelo il campo dell'educazione delle nuove generazioni. Le scuole cattoliche promuovano il rispetto dell'uomo; si dedichi attenzione alla pastorale giovanile anche fuori dell'ambito scolastico, senza trascurare le altre categorie di fedeli. Cristo è per tutti! Auspico di cuore una sempre crescente intesa con le altre istituzioni sia pubbliche che private. La Chiesa - è sempre utile ripeterlo - non domanda privilegi, ma solo di poter operare liberamente al servizio di tutti e con spirito evangelico".
"Tocca, in primo luogo, a voi, cari Vescovi e sacerdoti, lavorare instancabilmente per il bene di quanti sono affidati alle vostre cure" - ha esortato il Santo Padre - "Care persone consacrate, con la professione dei consigli evangelici voi richiamate il primato che Dio deve avere nella vita di ogni essere umano, e, vivendo in fraternità, testimoniate quanto arricchente sia la pratica del comandamento dell'amore".
"E voi, cari giovani, che siete nei Seminari o nelle Case di formazione, preoccupatevi di acquisire una solida preparazione culturale, spirituale e pastorale. In questo Anno Sacerdotale, che ho indetto per commemorare il 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars, vi sia di esempio la figura di questo Pastore totalmente dedicato a Dio e alle anime, pienamente consapevole che proprio il suo ministero, animato dalla preghiera, era il suo cammino di santificazione".
Al termine della Celebrazione dei Vespri, il Santo Padre ha raggiunto la Nunziatura Apostolica per la cena in privato e il pernottamento.
l'europa MANTENGA viva eredità cristiana
CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2009 (VIS). Alle 16:30 di oggi pomeriggio, il Presidente della Repubblica Ceca, Signor Vacláv Klaus, ha dato il benvenuto al Santo Padre Benedetto XVI, al Castello Hradcany di Praga, risalente al IX secolo ed antica sede degli imperatori del Sacro Romano Impero, dei re di Boemia e dei governanti. Dal 1918, data dell'indipendenza della Repubblica Cecoslovacca, Hradcany è sede della Presidenza della Repubblica, e costituisce oggi il più importante monumento culturale e storico della Boemia.
Benedetto XVI è stato accolto in privato nella Sala Augsburg del Castello dal Presidente Klaus, e successivamente, ha incontrato il Primo Ministro, Signor Jan Fischer, il Presidente del Senato, Signor Premysl Sobotka e il Presidente della Camera dei Deputati, Signor Miroslav Vlcek. Accompagnato dal Presidente Klaus e dalla Consorte, il Papa ha assistito, nella Sala Spagnola, ad una breve esecuzione musicale dell'Orchestra Filarmonica Ceca che ha aperto l'incontro. Al termine Benedetto XVI ha incontrato le Autorità politiche e civili della Nazione, con il Corpo Diplomatico, i Rettori degli Atenei della Repubblica e diversi esponenti della società civile, del mondo imprenditoriale e culturale del Paese.
Nel suo discorso ai presenti, il Papa ha ricordato che: "La mia visita pastorale nella Repubblica Ceca coincide col ventesimo anniversario della caduta dei regimi totalitari in Europa Centrale ed Orientale, e della 'Rivoluzione di Velluto' che ripristinò la democrazia in questa nazione. L'euforia che ne seguì fu espressa in termini di libertà. A due decenni di distanza dai profondi cambiamenti politici che trasformarono questo continente, il processo di risanamento e ricostruzione continua, ora all'interno del più ampio contesto dell'unificazione europea e di un mondo sempre più globalizzato".
"Le aspirazioni dei cittadini e le aspettative riposte nei governi" - ha ricordato il Santo Padre - "reclamavano nuovi modelli nella vita pubblica e di solidarietà tra nazioni e popoli, senza i quali il futuro di giustizia, di pace e di prosperità, a lungo atteso, sarebbe rimasto senza risposta. Tali desideri continuano ad evolversi. Oggi, specialmente fra i giovani, emerge di nuovo la domanda sulla natura della libertà conquistata".
"Ogni generazione ha il compito di impegnarsi da capo nell'ardua ricerca di come ordinare rettamente le realtà umane, sforzandosi di comprendere il corretto uso della libertà (...) La vera libertà presuppone la ricerca della verità - del vero bene - e pertanto trova il proprio compimento precisamente nel conoscere e fare ciò che è retto e giusto. La verità, in altre parole, è la norma-guida per la libertà e la bontà ne è la perfezione".
"In verità, l'alta responsabilità di tener desta la sensibilità per il vero ed il bene ricade su chiunque eserciti il ruolo di guida: in campo religioso, politico o culturale" - ha ribadito il Pontefice - "Per i Cristiani la verità ha un nome: Dio. E il bene ha un volto: Gesù Cristo. La fede cristiana, dal tempo dei Santi Cirillo e Metodio e dei primi missionari, ha avuto in realtà un ruolo decisivo nel plasmare l'eredità spirituale e culturale di questo Paese. Deve essere lo stesso nel presente e per il futuro. Il ricco patrimonio di valori spirituali e culturali, che si esprimono gli uni attraverso gli altri, non solo ha dato forma all'identità di questa nazione, ma l'ha anche dotata della prospettiva necessaria ad esercitare un ruolo di coesione al cuore dell'Europa".
"Per secoli questa terra è stata un punto d'incontro tra popoli, tradizioni e culture diverse. Come ben sappiamo, essa ha conosciuto capitoli dolorosi e porta le cicatrici dei tragici avvenimenti causati dall'incomprensione, dalla guerra e dalla persecuzione. E tuttavia è anche vero che le sue radici cristiane hanno favorito la crescita di un considerevole spirito di perdono, di riconciliazione e di collaborazione, che ha reso la gente di queste terre capace di ritrovare la libertà e di inaugurare una nuova era, una nuova sintesi, una rinnovata speranza. Non è proprio di questo spirito che ha bisogno l'Europa di oggi?".
"L'Europa è più che un continente. Essa è una casa! (...) Nel pieno rispetto della distinzione tra la sfera politica e quella religiosa - distinzione che garantisce la libertà dei cittadini di esprimere il proprio credo religioso e di vivere in sintonia con esso - desidero rimarcare l'insostituibile ruolo del cristianesimo per la formazione della coscienza di ogni generazione e per la promozione di un consenso etico di fondo, al servizio di ogni persona che chiama questo continente 'casa'!".
"La nostra presenza in questa magnifica capitale, spesso denominata 'il cuore d'Europa'" - ha detto ancora il Santo Padre - "ci stimola a chiederci in cosa consista questo 'cuore'. (...) Un indizio è costituito sicuramente dai gioielli architettonici che adornano questa città. La stupefacente bellezza delle sue chiese, del castello, delle piazze e dei ponti non possono che orientare a Dio le nostre menti. La loro bellezza esprime fede; sono epifanie di Dio che giustamente ci permettono di considerare le grandi meraviglie alle quali noi creature possiamo aspirare quando diamo espressione alla dimensione estetica e conoscitiva del nostro essere più profondo. (...) L'incontro creativo della tradizione classica e del Vangelo ha dato vita ad una visione dell'uomo e della società sensibile alla presenza di Dio fra noi".
"Nel contesto dell'attuale crocevia di civiltà, così spesso marcato da un'allarmante scissione dell'unità di bontà, verità e bellezza, e dalla conseguente difficoltà di trovare un consenso sui valori comuni, ogni sforzo per l'umano progresso deve trarre ispirazione da quella vivente eredità. L'Europa, fedele alle sue radici cristiane, ha una particolare vocazione a sostenere questa visione trascendente nelle sue iniziative al servizio del bene comune di individui, comunità e nazioni".
Al termine del suo discorso Papa Benedetto si è recato alla Cattedrale di San Vito, Venceslao e Adalberto per la celebrazione dei Vespri.
IMPORTANTE RUOLO dELLA CULTURA E RELIGIONE EUROPEA
CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2009 (VIS). Alle 9:40 di questa mattina, il Santo Padre è partito dall'aeroporto di Roma Campino ed è atterrato due ore dopo all'aeroporto internazionale Stará Ruzyne di Praga, dando inizio al suo Viaggio Apostolico nella Repubblica Ceca, il tredicesimo del suo Pontificato. All'arrivo Papa Benedetto XVI è stato accolto dal Presidente della Repubblica Václav Klaus e dalla consorte, dal Cardinale Miloslav Vlk, Arcivescovo di Praga e dall'Arcivescovo Jan Graubner, di Olomouc, Presidente della Conferenza Episcopale Ceca.
"Se l'intera cultura europea" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "è stata profondamente plasmata dall'eredità cristiana, ciò è vero in modo particolare nelle terre ceche, poiché, grazie all'azione missionaria dei Santi Cirillo e Metodio nel nono secolo, l'antica lingua slava fu per la prima volta messa in iscritto. Apostoli dei popoli slavi e fondatori della loro cultura, essi a ragione sono venerati come Patroni d'Europa".
"Nella sua storia, questo territorio posto nel cuore del continente europeo, al crocevia tra nord e sud, est ed ovest" - ha proseguito il Pontefice - "è stato un punto d'incontro di popoli, tradizioni e culture diverse. Non si può negare che ciò abbia talora causato delle frizioni, tuttavia, nel tempo, ciò si è rivelato essere un incontro fruttuoso. Da qui il significativo ruolo che le terre ceche hanno giocato nella storia intellettuale, culturale e religiosa d'Europa, talora come un campo di battaglia, più spesso come un ponte".
"Nei prossimi mesi si ricorderà il ventesimo anniversario della 'Rivoluzione di Velluto', che felicemente pose fine in modo pacifico ad un'epoca particolarmente dura per questo Paese, un'epoca in cui la circolazione di idee e di movimenti culturali era rigidamente controllata. Mi unisco a voi e ai vostri vicini nel rendere grazie per la vostra liberazione da quei regimi oppressivi".
"Se il crollo del muro di Berlino ha segnato uno spartiacque nella storia mondiale, ciò è ancora più vero per i Paesi dell'Europa Centrale e Orientale, che hanno potuto assumere quel posto che spetta loro nel consesso delle Nazioni, in qualità di attori sovrani".
"Non si deve tuttavia sottovalutare il costo di quarant'anni di repressione politica" - ha sottolineato il Papa - "Una particolare tragedia per questa terra è stato il tentativo spietato da parte del Governo di quel tempo di mettere a tacere la voce della Chiesa. Nel corso della vostra storia, dal tempo di San Venceslao, di Santa Ludmilla e Sant'Adalberto fino a San Giovanni Nepomuceno, vi sono stati martiri coraggiosi la cui fedeltà a Cristo si è fatta sentire con voce più chiara e più eloquente di quella dei loro uccisori".
"Quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario della morte del Servo di Dio il Cardinale Josef Beran, Arcivescovo di Praga" - ha ricordato ancora Benedetto XVI - "Desidero rendere omaggio a lui e al suo successore, il Cardinale František Tomášek, che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente, per la loro indomita testimonianza cristiana di fronte alla persecuzione. Essi, ed altri innumerevoli coraggiosi sacerdoti, religiosi e laici, uomini e donne, hanno mantenuto viva la fiamma della fede in questo Paese. Ora che è stata recuperata la libertà religiosa, faccio appello a tutti i cittadini della Repubblica, perché riscoprano le tradizioni cristiane che hanno plasmato la loro cultura ed esorto la comunità cristiana a continuare a far sentire la propria voce mentre la nazione deve affrontare le sfide del nuovo millennio".
"Senza Dio" - ha concluso il Pontefice citando l'ultima sua Lettera Enciclica - "l'uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia" La verità del Vangelo è indispensabile per una società prospera, poiché apre alla speranza e ci rende capaci di scoprire la nostra inalienabile dignità di figli di Dio".
Al termine della cerimonia di benvenuto, il Papa si è recato alla Chiesa di Santa Maria della Vittoria.
annuncio del papa SINODO CHIESA cattolica MEDIO ORIENTE
CITTA' DEL VATICANO, 19 SET. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, accogliendo il desiderio espresso in diverse circostanze dai Patriarchi e Arcivescovi Maggiori cattolici, li ha convocati ad un incontro che si è tenuto oggi, sabato 19 settembre 2009, nella residenza estiva di Castel Gandolfo.
Erano presenti, con il Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con alcuni collaboratori e i "Capi e Padri" di tutte le Chiese Orientali cattoliche in comunione con il Vescovo di Roma:
Sua Beatitudine Cardinale Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano); Sua Beatitudine Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq); Sua Beatitudine Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halic (Ucraina); Sua Beatitudine Cardinale Varkey Vithayathil, C.Ss.R., Arcivescovo Maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India); Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto); Sua Beatitudine Grégoire III Laham, Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria); Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri (Libano); Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano); Sua Beatitudine Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei Romeni (Romania); Sua Beatitudine Baselios Moran Mor Cleemis Thottunkal, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India); Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca Latino di Gerusalemme.
Un Comunicato rende noto che i Rappresentanti delle Chiese Orientali, hanno unanimamente ringraziato il Santo Padre per questa iniziativa e nei loro interventi hanno sottolineato "i due aspetti della fedeltà che li distingue: il legame col patrimonio dell'Oriente cristiano e il legame col Successore di Pietro, quale Pastore universale, col suo carisma di unità nella verità e nell'amore. I Presuli hanno presentato questioni particolari e alcuni problemi più generali, quali il fenomeno migratorio, mostrando attenzione per il contesto ecumenico e interreligioso in cui le loro Chiese si trovano a vivere".
Nel suo discorso ai Presuli, Benedetto XVI ha ricordato che già all'inizio del suo Pontificato nel 2005 intraprese "un pellegrinaggio ideale al cuore dell'Oriente cristiano", di cui l'incontro odierno è una tappa di un cammino che intende proseguire.
Successivamente il Santo Padre ha ricordato la richiesta dei Rappresentanti delle Chiese Orientali di tenere "incontri più frequenti con il Vescovo di Roma per rafforzare ulteriormente la comunione delle vostre Chiese con il Successore di Pietro ed esaminare insieme, in tale occasione, eventuali tematiche di particolare importanza".
"Quanto a me" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "avverto come precipuo dovere promuovere quella sinodalità tanto cara all'ecclesiologia orientale e salutata con apprezzamento dal Concilio Ecumenico Vaticano II". Ricordando l'Esortazione Apostolica "Orientale Lumen", di Giovanni Paolo II e la stima che l'Assise conciliare ha riservato alle Chiese Orientali, Benedetto XVI ha sottolineato che tale stima "è da me pienamente condivisa, insieme all'auspicio che le Chiese Orientali Cattoliche 'fioriscano' per assolvere 'con rinnovato vigore apostolico la missione loro affidata... di promuovere l'unità di tutti i cristiani, specialmente orientali, secondo il decreto sull'ecumenismo...' (Orientalium Ecclesiarum, 1)".
"L'orizzonte ecumenico" - ha affermato il Papa - "è spesso connesso a quello interreligioso. In questi due ambiti è tutta la Chiesa ad avere bisogno dell'esperienza di convivenza che le vostre Chiese hanno maturato fin dal primo millennio cristiano".
Ricordando che nel presente incontro emergeranno certamente quelle problematiche che preoccupano i Presuli, il Santo Padre ha detto: "Non dimentico, in particolare, l'appello di pace che avete posto nelle mie mani alla fine dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi dello scorso ottobre. E, parlando di pace, il pensiero va, in primo luogo, alle regioni del Medio Oriente".
"Colgo pertanto l'occasione per dare l'annuncio dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, da me convocato e che si terrà dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: 'La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza: 'La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola' (At 4,32)", ha concluso il Santo Padre il quale al termine dell'incontro ha condiviso il pasto con i Rappresentanti delle Chiese Orientali Cattoliche".
prossima visita membro del patriarcato di mosca
CITTA' DEL VATICANO, 15 SET. 2009 (VIS). "Su invito del Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, dal 15 al 20 settembre 2009, sarà in visita a Roma l'Arcivescovo Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca".
"Si tratta della prima visita dell'Arcivescovo Hilarion a Roma dopo la sua nomina a Presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, in sostituzione dell'allora Metropolita, ora Patriarca Kirill".
"Durante la visita" - precisa un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani - "l'Arcivescovo Hilarion avrà un colloquio personale con il Santo Padre. Sono anche programmati incontri con il Cardinale Kasper e Officiali del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, con il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e con l'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura".
"Sulla scia dei tanti incontri e conversazioni avuti in passato con il Patriarca, questa visita confermerà i rapporti d'amicizia tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa, su solide basi di comprensione e rispetto reciproci, nella prospettiva di una più stretta collaborazione per la presenza delle Chiese nella vita dei popoli in Europa e nel mondo".
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