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Avvenimenti
IL PAPA RIAFFERMA IMPEGNO RICERCA UNITà DEI CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della Delegazione che Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, ha inviato a Roma per la festa dei Santi Patroni della Chiesa di Roma. La Delegazione Ecumenica tradizionalmente si reca in visita a Roma per la Solennità del 29 giugno ed anche la Santa Sede invia una propria Delegazione al Patriarcato di Costantinopoli il 30 novembre, in occasione delle celebrazioni del Patrono Sant'Andrea.
Il Papa ha ricordato che "il dialogo della carità" fra cattolici ed ortodossi, fu "inaugurato sul Monte degli Ulivi da Papa Paolo VI e dal Patriarca Athenagoras, esperienza che si è dimostrata non vana. Numerosi e significativi sono, infatti, i gesti sinora compiuti: penso all'abrogazione della reciproche condanne del 1054, ai discorsi, ai documenti e agli incontri promossi dalle Sedi di Roma e di Costantinopoli. Questi gesti hanno segnato il cammino degli ultimi decenni".
Benedetto XVI, rievocando il "fraterno abbraccio" che Papa Giovanni Paolo II scambiò, pochi mesi prima della morte, con il Patriarca Ecumenico, nella Basilica di San Pietro, ha affermato: "Certamente è un cammino lungo, il nostro, e non facile, segnato, all'inizio, da timori ed esitazioni, ma fattosi poi sempre più spedito e consapevole. Un cammino che ha visto crescere la speranza di un solido 'dialogo della verità' e di un processo di chiarificazione teologica e storica, che ha già dato apprezzabili frutti".
"Si avverte la necessità" - ha proseguito il Pontefice - "di unire le forze e non risparmiare le energie, affinché il dialogo teologico ufficiale, iniziato nel 1980, tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse nel loro insieme, riprenda con rinnovato vigore. A questo proposito, vorrei esprimere, cari Fratelli, i miei sentimenti di riconoscenza per Sua Santità Bartolomeo, che si sta prodigando per riattivare i lavori della Commissione mista internazionale cattolica-ortodossa. Desidero assicurarlo che è mia salda volontà appoggiare ed incoraggiare questa azione. La ricerca teologica, che deve affrontare questioni complesse ed individuare soluzioni non riduttive, è un impegno serio, al quale non possiamo sottrarci".
"Se è vero che il Signore chiama con forza i suoi discepoli a costruire l'unità nella carità e nella verità; se è vero che l'appello ecumenico costituisce un pressante invito a riedificare, nella riconciliazione e nella pace, l'unità, gravemente danneggiata, tra tutti i cristiani; se non possiamo ignorare che la divisione rende meno efficace la santissima causa della predicazione del Vangelo ad ogni creatura, come possiamo sottrarci al compito di esaminare con chiarezza e buona volontà le nostre differenze, affrontandole con l'intima convinzione che esse vanno risolte? L'unità che noi cerchiamo non è né assorbimento né fusione, ma rispetto della multiforme pienezza della Chiesa, la quale, conformemente alla volontà del suo fondatore Gesù Cristo, deve essere sempre una, santa, cattolica ed apostolica".
Infine Papa Benedetto ha chiesto ai Membri della Delegazione "di portare i miei saluti al Patriarca ecumenico, informandolo del mio proposito di proseguire con ferma determinazione nella ricerca della piena unità tra tutti i cristiani".
MINISTERO PETRINO SIA SOSTEGNO CAMMINO SULLA VIA UNITà
CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina, nelle riflessioni precedenti la recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, molti dei quali avevano assistito alla Santa Messa nella Basilica Vaticana per l'imposizione dei Palli a 32 Arcivescovi Metropoliti, Benedetto XVI ha ricordato la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ed ha parlato del ministero petrino del Vescovo di Roma.
Rivolgendosi ai fedeli della Diocesi di Roma, il Papa ha detto: "Il ricordo dei Santi Patroni mi fa sentire particolarmente vicino a voi. (...) La Provvidenza divina mi ha chiamato ad essere il vostro Pastore: vi ringrazio per l'affetto con cui mi avete accolto e vi domando di pregare affinché i santi Pietro e Paolo mi ottengano la grazia di compiere con fedeltà il ministero pastorale affidatomi. Quale Vescovo di Roma, il Papa svolge un servizio unico e indispensabile alla Chiesa universale: è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità dei Vescovi e di tutti i fedeli".
Riferendosi alla Santa Messa appena conclusa e all'imposizione del Sacro Pallio, Papa Benedetto XVI ha aggiunto: "Segno liturgico della comunione che unisce la Sede di Pietro e il suo Successore ai Metropoliti e, per loro tramite, agli altri Vescovi del mondo è il pallio. (...) Un saluto cordiale rivolgo con affetto anche alla Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli venuta per questa speciale circostanza. Come non ricordare quest'oggi che il primato della Chiesa che è in Roma e del suo Vescovo è un primato di servizio alla comunione cattolica. A partire poi dal duplice evento del martirio di Pietro e di Paolo, tutte le Chiese incominciarono a guardare a quella di Roma come al punto di riferimento centrale per l'unità dottrinale e pastorale".
"La Vergine Maria" - ha concluso il Santo Padre - "ci ottenga che il ministero petrino del Vescovo di Roma non sia visto come pietra d'inciampo ma come sostegno nel cammino sulla via dell'unità, e ci aiuti a giungere quanto prima a realizzare l'anelito di Cristo: 'ut unum sint'. Intercedano per noi i santi Apostoli Pietro e Paolo".
Al termine della recita dell'Angelus e delle parole di saluto ai fedeli nelle diverse lingue, Papa Benedetto XVI ha pranzato nella "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano con la Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, presente a Roma per la Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Alla colazione hanno partecipato anche diversi esponenti della Curia Romana.
supplichiamo il signore perCHÈ ci guidI all'unità piena
CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina, nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Papa Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale ha imposto il Sacro Pallio al Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, e a 32 Arcivescovi Metropoliti, provenienti da 21 Paesi.
Come di consueto in occasione della Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della città di Roma, era presente alla Santa Messa una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, guidata da S.E. Ioannis (Zizioulas), Metropolita di Pergamo e composta anche da S.E. Gennadios (Limouris), Metropolita di Sassima e dal Rev. Archimandrita Bartolomeo, Vice Segretario del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico.
Nell'omelia il Papa ha detto che la festa di oggi "è insieme una grata memoria dei grandi testimoni di Gesù Cristo e una solenne confessione in favore della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. È anzitutto una festa della cattolicità".
"Cattolicità" - ha spiegato il Pontefice - "significa universalità - molteplicità che diventa unità; unità che rimane tuttavia molteplicità". In merito il Santo Padre ha detto: "Sono contento che ieri (...) ho potuto consegnare alla Chiesa una nuova guida per la trasmissione della fede, che ci aiuta a meglio conoscere e poi anche a meglio vivere la fede che ci unisce: il 'Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica'".
"Non si può leggere questo libro come si legge un romanzo" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "Bisogna meditarlo con calma nelle sue singole parti e permettere che il suo contenuto, mediante le immagini, penetri nell'anima. Spero che sia accolto in questo modo e possa diventare una buona guida nella trasmissione della fede".
Rivolgendosi agli Arcivescovi Metropoliti, il Papa ha ricordato che: "Il Pallio è espressione della nostra missione apostolica. È espressione della nostra comunione, che nel ministero petrino ha la sua garanzia visibile. Con l'unità, così come con l'apostolicità, è collegato il servizio petrino, che riunisce visibilmente la Chiesa di tutte le parti e di tutti i tempi, difendendo in tal modo ciascuno di noi dallo scivolare in false autonomie, che troppo facilmente si trasformano in interne particolarizzazioni della Chiesa e possono compromettere così la sua indipendenza interna".
Successivamente il Papa ha rivolto parole di saluto ai Membri della Delegazione della Chiesa Ortodossa di Costantinopoli, inviata dal Patriarca Bartolomeo I ed ha detto: "Anche se ancora non concordiamo nella questione dell'interpretazione e della portata del ministero petrino, stiamo però insieme nella successione apostolica, siamo profondamente uniti gli uni con gli altri per il ministero vescovile e per il sacramento del sacerdozio e confessiamo insieme la fede degli Apostoli come ci è donata nella Scrittura e come è interpretata nei grandi Concili".
"In quest'ora del mondo piena di scetticismo e di dubbi, ma anche ricca di desiderio di Dio" - ha proseguito il Pontefice - "riconosciamo nuovamente la nostra missione di testimoniare insieme Cristo Signore e, sulla base di quell'unità che già ci è donata, di aiutare il mondo perché creda. E supplichiamo il Signore con tutto il cuore perché ci guidi all'unità piena in modo che lo splendore della verità, che sola può creare l'unità, diventi di nuovo visibile nel mondo".
Papa Benedetto XVI ha concluso l'omelia ribadendo che: "La Chiesa non è santa da se stessa; consiste infatti di peccatori - lo sappiamo e lo vediamo tutti. Piuttosto, essa viene sempre di nuovo santificata dall'amore purificatore di Cristo. Dio non solo ha parlato: ci ha amato molto realisticamente, amato fino alla morte del proprio Figlio".
speranza e riconciliazione in terra santa
CITTA' DEL VATICANO, 23 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto settanta partecipanti all'Assemblea annuale della R.O.A.C.O. (Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali), che in questi giorni hanno esaminato la situazione della Chiesa greco-cattolica in Ucraina e la formazione dei sacerdoti, seminaristi e religiosi appartenenti alle Chiese Orientali Cattoliche.
Papa Benedetto ha affermato che, di fronte all'imperante individualismo, "appare ancor più necessario che i cristiani offrano la testimonianza di una solidarietà che varchi ogni frontiera, per costruire un mondo all'interno del quale tutti si sentano accolti e rispettati. Coloro che portano a compimento questa missione in modo personale o comunitario diventano diffusori di amore autentico, amore che libera il cuore e reca ovunque quella gioia 'che nessuno potrà togliere' perché viene dal Signore".
Il Santo Padre ha ringraziato gli amici della R.O.A.C.O. per il loro aiuto "a favore di fratelli in difficoltà e in particolare per gli sforzi che affrontate al fine di rendere tangibile la carità che lega i cristiani di tradizione latina e quelli di tradizione orientale. Intensificare tali vincoli è rendere un servizio preziosissimo alla Chiesa universale. Continuate, pertanto, in questo ammirevole impegno ed anzi allargate ancora di più le prospettive della vostra azione".
Riguardo alla situazione della Chiesa greco-cattolica in Ucraina, "il cui sviluppo continuo, dopo il triste inverno del regime comunista, è motivo di gioia e di speranza", il Papa ha detto: "Sostenete il suo cammino ecclesiale e favorite tutto ciò che giova alla riconciliazione e alla fraternità tra i cristiani dell'amata Ucraina".
Il Papa ha inoltre ricordato che: "La presenza accanto alla Sede di Pietro di circa cinquecento studenti orientali delle Chiese cattoliche costituisce un'opportunità da valorizzare. Al tempo stesso, voi avvertite giustamente che occorre qualificare con massima cura le istituzioni formative operanti nelle stesse Chiese Orientali: accanto al sostegno materiale va pertanto incentivata l'azione formativa che, da una parte approfondisca la genuina tradizione locale, tenendo in debito conto l'organico progresso delle Chiese Orientali e, dall'altra, conduca a compimento l'autentico aggiornamento prospettato dal Concilio Vaticano II".
Ribadendo che tutti i cristiani "hanno un debito indimenticabile" verso Gerusalemme e la Terra Santa, Papa Benedetto ha concluso il suo discorso affermando che: "Alcuni segnali positivi, che ci giungono in questi ultimi mesi, rendono più salda la speranza che non tardi ad avvicinarsi il giorno della riconciliazione tra le varie comunità operanti in Terra Santa; e per questo non cessiamo di pregare con fiducia".
CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2005 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina ai giornalisti la seguente dichiarazione:
"Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Em.mo Cardinale Walter Kasper, sarà a Mosca dal 20 al 23 giugno 2005 per continuare il dialogo con il Patriarcato ortodosso avviato in occasione della solenne inaugurazione del Pontificato di Papa Benedetto XVI".
impegno irreversibile della chiesa ricerca unità cristiani
CITTA' DEL VATICANO, 16 GIU. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Reverendo Dottor Samuel Kobia, Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), con la Consorte e i Membri della Delegazione, in visita ufficiale, questa settimana, in Vaticano.
Il Papa ha ricordato che i rapporti fra la Chiesa Cattolica e il Consiglio Ecumenico delle Chiese si svilupparono nel corso del Concilio Vaticano II e nel 1965 "fu creato un Gruppo di Lavoro Congiunto come strumento di contatto e cooperazione. (...) Il novembre prossimo avrà luogo un'importante consultazione sul futuro del Gruppo di Lavoro Congiunto in occasione del quarantesimo anniversario della sua creazione. Auspico e prego che i suoi obiettivi e la sua metodologia di lavoro siano sempre meglio definiti, per una più efficace comprensione, cooperazione e progresso ecumenico".
"Nei primi giorni del mio Pontificato" - ha proseguito il Pontefice - "avevo affermato che il mio impegno prioritario era di operare instancabilmente per la riedificazione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Tale impegno (...) richiede gesti concreti che penetrino nei cuori e muovano le coscienze, ispirando in ognuno la conversione interiore, presupposto di ogni progresso ecumenico".
Il Santo Padre ha espresso la speranza che la visita alla Santa Sede del Reverendo Kobia "sia stata proficua ed abbia rafforzato i nostri rapporti di comprensione ed amicizia. L'impegno della Chiesa cattolica nella ricerca dell'unità dei cristiani è irreversibile. Desidero perciò assicurare tutti voi che la Chiesa intende continuare la sua collaborazione con il Consiglio Ecumenico delle Chiese".
COMBATTERE PREGIUDIZI CRISTIANI E fedeli di ALTRE RELIGIONI
CITTA' DEL VATICANO, 14 GIU. 2005 (VIS). Nei giorni 8 e 9 giugno scorsi, si è svolta a Cordoba (Spagna), una Conferenza Internazionale promossa dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, (OSCE), su "Antisemitismo ed altre forme di intolleranza".
L'Arcivescovo Antonio Cañizares, di Toledo (Spagna), Capo della Delegazione della Santa Sede, è intervenuto alla sessione di apertura e alla quinta sessione della Conferenza, dedicata al tema specifico della "lotta contro la discriminazione e l'intolleranza contro i cristiani ed i membri delle altre religioni".
"La Chiesa cattolica" - ha affermato l'Arcivescovo Cañizares nel suo intervento reso pubblico oggi - "condanna la discriminazione ed avverte che si deve rifuggire l'intolleranza, che quasi sempre si trasforma in limitazione dei diritti e delle libertà, e che può portare all'emarginazione e all'oppressione della persona umana e delle comunità alle quali appartiene".
"La Delegazione della Santa Sede" - ha proseguito il Capo Delegazione - "intende pertanto sottolineare ancora una volta che nell'area geografica che riunisce i Paesi membri dell'OSCE, l'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani e i membri delle altre religioni sono fenomeni preoccupanti, ai quali si deve porre fine con la stessa determinazione con la quale si combatte l'antisemitismo e la discriminazione dei musulmani. (...) Occorre inoltre evitare che si faccia dell'antisemitismo, delle discriminazioni dei musulmani e dei cristiani, una sorta di gerarchia".
L'Arcivescovo di Toledo ha concluso il suo discorso auspicando che la presente Conferenza "sia un'occasione propizia perché la OSCE si impegni a definire strumenti e meccanismi efficaci per combattere e contrastare pregiudizi e false idee dei cristiani e dei membri di altre religioni sui mezzi di comunicazione e nell'ambito dei processi educativi, e incoraggi il contributo concreto della Chiese e delle comunità religiose alla vita pubblica dei Paesi".
VISITA AL PAPA SEGRETARIO CONSIGLIO ECUMENICO CHIESE
CITTA' DEL VATICANO, 11 GIU. 2005 (VIS). Il 16 giugno prossimo, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in visita ufficiale, il Reverendo Dottor Samuel Kobia, Pastore Metodista e Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese. La visita, in programma dal 12 al 16 giugno, già programmata da vari mesi, rientra nel quadro delle relazioni con il Consiglio Ecumenico delle Chiese, che ha sede a Ginevra.
Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, ricorda che la Chiesa cattolica non è membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese, tuttavia mantiene con questo Organismo un'ampia ed articolata collaborazione, avviata a conclusione del Concilio Vaticano II.
Il Reverendo Kobia, che sarà accompagnato dalla Consorte e da cinque Rappresentanti della Direzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, aveva già espresso da vari mesi il desiderio di incontrare Papa Giovanni Paolo II dopo aver assunto la responsabilità di Segretario Generale. La visita non era stata però possibile, ma il Segretario del Consiglio Ecumenico delle Chiese l'ha in certa maniera realizzata partecipando al Rito delle Esequie di Giovanni Paolo II.
L'imminente visita ufficiale del Reverendo Kobia assume un significato particolare, poiché nel 2005 ricorre il 40° anniversario della creazione del "Gruppo Misto di Lavoro", costituito da rappresentanti nominati dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e Rappresentanti dell'Organismo di Ginevra.
Al termine dell'Udienza del 16 giugno, il Reverendo Kobia si intratterrà anche con il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato. Il programma della visita comprende inoltre contatti con alcuni Dicasteri della Curia Romana durante i quali saranno trattati temi specifici: l'impegno per la giustizia e la pace, le sfide poste dal dialogo interreligioso e le iniziative volte a suscitare un impegno congiunto dei cristiani in campo sanitario.
Sono inoltre previste conversazioni che riguarderanno vari argomenti, tra i quali l'impegno spirituale del Dipartimento Teologico del Consiglio Ecumenico, la Commissione Fede e Costituzione, nella preparazione e diffusione della 'Settimana di Preghiera per l'unità dei Cristiani' (18-25 gennaio); il contributo cattolico alla Commissione e l'impegno del Consiglio Ecumenico delle Chiese nella formazione ecumenica, che si realizza anche con la presenza di un Professore cattolico presso l'Istituto Universitario di Bossey (Svizzera).
FERMO IMPEGNO CHIESA PROMOZIONE RAPPORTI con l'ebraismo
CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2005 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i Membri della Delegazione dello "International Jewish Committee on Interreligious Consultations" (IJCIC), ha ricordato che l'incontro odierno "ha luogo nel quarantesimo anniversario di promulgazione della Dichiarazione del Concilio Vaticano II 'Nostra Aetate', i cui insegnamenti sono stati il fondamento dei rapporti fra Chiesa cattolica e Popolo Ebraico".
"Il Concilio Vaticano II" - ha aggiunto Papa Benedetto - "riafferma che la Chiesa di Cristo riconosce che gli inizi della sua fede si trovano già in Abramo, Mosé e nei Profeti" e la Dichiarazione "Nostra Aetate" "raccomandò una maggiore mutua conoscenza e stima fra cristiani ed ebrei e deplorò gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo dirette contro gli Ebrei. All'inizio del mio Pontificato, desidero assicurarvi che la Chiesa rimane fortemente impegnata, nella catechesi ed in ogni aspetto della sua attività, nella promozione di questo decisivo insegnamento".
"Negli anni che seguirono il Concilio" - ha affermato Papa Benedetto - "i miei predecessori Papa Paolo VI e, in particolare, Papa Giovanni Paolo II, diedero un forte impulso al miglioramento dei nostri rapporti con il Popolo ebraico. È mio proposito proseguire questo cammino. La storia dei rapporti fra le nostre due comunità è stata complessa e non sempre facile, tuttavia sono convinto che 'il patrimonio spirituale' comune a Cristiani ed Ebrei (...) porterà ad 'un futuro di speranza'. (...) Contemporaneamente, la memoria del passato rimane per ambedue le comunità un imperativo morale e fonte di purificazione nella nostra preghiera e nel nostro adoperarci a favore della riconciliazione, della giustizia, del rispetto della dignità umana e per quella pace che, in definitiva, è dono del Signore. Per sua propria natura, questo imperativo deve includere una riflessione costante sulle grandi questioni storiche, morali e teologiche derivanti dall'esperienza della Shoah".
Nelle battute conclusive del suo discorso, il Papa ha ricordato i diciotto incontri tenutisi nell'arco di trentacinque anni fra l'IJCIC e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo ed ha affermato: "Rendo grazie al Signore per i progressi compiuti in questi anni e vi incoraggio a perseverare nella vostra importante opera".
domani incontro di benedetto xvi delegazione ebraica
CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2005 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, nell'ambito del quale è la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, rende noto che domani, 9 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza privata un gruppo di venticinque rappresentanti delle maggiori organizzazioni ebraiche nel mondo.
Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Cardinale Walter Kasper, e Don Norbert Hofmann, S.D.B., Segretario della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, accompagneranno gli ospiti all'Udienza papale. La Delegazione sarà guidata dal Rabbino Israel Singer, attuale Presidente dello "International Jewish Committee on Interreligious Consultations" (IJCIC) di New York.
Il Comunicato precisa inoltre che: "l'IJCIC è un'Organizzazione a livello internazionale che comprende tutte le Agenzie Ebraiche del mondo impegnata nel dialogo interreligioso. Da trentacinque anni la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo è in contatto con l'IJCIC, quale partner di dialogo, che si è mostrato utile in un contesto non sempre facile. (...) Nell'ambito di tale collaborazione, la Commissione ha organizzato 18 riunioni periodiche del 'Comitato Internazionale di Collegamento cattolico - ebraico'. L'ultima riunione di questo tipo si è tenuta a Buenos Aires, Argentina, nel luglio 2004".
"Il prossimo 27 ottobre, in occasione del quarantesimo anniversario di promulgazione della Dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio Vaticano II, una delegazione dell'Ebraismo a livello internazionale sarà presente a tale evento commemorativo".
MESSAGGIO AI BUDDISTI PER LA FESTA DI VESAKH
CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio annuale dell'Arcivescovo Michael L. Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ai Buddisti per la Festa di Vesakh 2005. La Festa mobile di Vesakh commemora importanti avvenimenti della vita di Gautama Buddha.
Nel Messaggio, redatto in inglese, l'Arcivescovo Fitzgerald ricorda che quest'anno ricorre il XL anniversario della Dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio Vaticano II, sulle relazioni fra la Chiesa cattolica e le altre religioni, e citando il Documento afferma: "'La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni'. Così buddisti e cattolici hanno potuto incontrarsi, in uno spirito di apertura, sincerità e reciproco rispetto, impegnandosi nel dialogo in varie maniere".
"In Paesi dove buddisti e cristiani vivono e lavorano fianco a fianco" - scrive l'Arcivescovo Fitzgerald - "il conseguente 'dialogo di vita' consente loro, mentre rendono testimonianza della religione a cui appartengono, di approfondire la conoscenza l'uno dell'altro, di suscitare buoni rapporti e di promuovere uno spirito di vicinanza. Si è creato così un legame particolare fra un certo numero di monaci e monache buddisti e cattolici".
L'Arcivescovo Fitzgerald ribadisce inoltre che: "In nessun luogo la necessità di collaborazione è avvertita così forte come in quei Paesi del sud e del sud-est dell'Asia che, il 26 dicembre 2004, sono stati colpiti dal terremoto e poi dallo tsunami. (...) I lunghi tempi necessari per la ricostruzione richiedono, tuttavia, che si continui con queste espressioni di solidarietà interreligiosa. Vi sono anche molte altre situazioni che richiedono la cooperazione fra tutte le persone di buona volontà, così da poter trovare soluzioni che siano conformi alla dignità umana e che rispettino i diritti umani".
"Nella Festa di Vesakh di quest'anno" - conclude il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "vi saranno famiglie che hanno perduto alcuni dei loro membri. Desidero rassicurare queste persone che i loro cari non saranno dimenticati ma saranno ricordati nelle nostre preghiere".
DOCUMENTO CATTOLICO-ANGLICANO SU MARIA
CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2005 (VIS). In un Comunicato reso pubblico oggi, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e lo "Anglican Communion Office" hanno annunciato che l'ultimo documento elaborato dalla "Commissione Internazionale Cattolica - Anglicana" (ARCIC), dal titolo: "Maria: Grazia e Speranza in Cristo", sarà reso pubblico il prossimo 16 maggio, a Seattle (Stati Uniti d'America), dove la Commissione si è incontrata per l'ultima volta ed ha completato la stesura del documento.
In merito ai rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana si legge nel testo che: "Durante gli ultimi due anni, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha nutrito preoccupazione per le ripercussioni provocate sulle reciproche relazioni dai recenti sviluppi verificatisi nell'ambito dell'Anglicanesimo in Nord America. La pubblicazione del 'Rapporto di Windsor" ed il Comunicato emesso dai Primati anglicani il 24 febbraio di quest'anno avevano cercato di chiarire l'orientamento che la Comunione anglicana intendeva assumere, alimentando così la speranza che il dialogo cattolico - anglicano potesse continuare a progredire verso la piena comunione, scopo che si è prefisso sin dall'inizio, nel marzo 1966, quando Papa Paolo VI e l'Arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey avevano espresso la loro intenzione di inaugurare un dialogo 'basato sui Vangeli e sulle antiche tradizioni comuni'".
Relativamente ai recenti sviluppi, si legge nel Comunicato che: "Nel 2003 due circostanze avevano creato nuovi ostacoli nelle relazioni tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana: la decisione della Chiesa Episcopaliana degli Stati Uniti d'America di procedere all'ordinazione episcopale di un ministro, che intratteneva una dichiarata relazione omosessuale, e la decisione presa dalla Diocesi di New Westminster (Chiesa anglicana del Canada), di introdurre un rituale di benedizione per coppie appartenenti allo stesso sesso. Questi avvenimenti e l'incertezza che avevano provocato avevano come conseguenza che il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani stabiliva di comune accordo con i rappresentanti della Comunione anglicana di sospendere la riunione plenaria della IARCCUM (International Anglican - Roman Catholic Commissione for Unity and Mission) pur mantenendo tuttavia stretti contatti con lo 'Anglican Communion Office' e con il Lambeth Palace".
"Confrontato con gravi tensioni all'interno della Comunione anglicana, l'Arcivescovo di Canterbury, il Dottor Rowan Williams, costituiva una 'Commissione di Lambeth' affidandole l'incarico di preparare un rapporto sugli orientamenti futuri della Comunione anglicana", la quale, nell'ottobre 2004, pubblicava il "Windsor Report". Questo documento "propone varie iniziative pratiche volte a situare più chiaramente l'autonomia delle Province anglicane nell'interdipendenza della Comunione anglicana". L'Arcivescovo Williams chiedeva al Cardinale Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, di commentare in una lettera il "Windsor Report" e lo invitava a recarsi a Londra, nel febbraio scorso, per un incontro con lui e con lo "Anglican Communione Office". "Nella lettera e negli scambi orali" - si legge nel Comunicato - "il Cardinale Kasper sottolineava l'importanza di una chiarificazione delle questioni ecclesiologiche e morali derivanti dalla situazione, che caratterizzava a quella data la Comunione anglicana".
Dopo la pubblicazione del documento 'Maria: Grazia e Speranza in Cristo', la IARCCUM intende passare in rassegna i documenti dell'ARCIC II e presentare una sintesi di questo lavoro alle rispettive Autorità, cattolica ed anglicana.
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