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Concorso di Poesia V Edizione > I Partecipanti 31 - 40
Befehlen
Sentieri
Befiehl dem Herrn deine Wege1
“affida i tuoi sentieri al Signore”
dice la brava donna passando
con un tocco alla guancia
che subito il ragazzo
strofina via, quasi glielo ributta
scontento. Ma era già dietro lui
der Herr tra i sassi prima così bui
e subito così splendenti
o una finestra di fronte
s'era lasciata andare giù a picco
sulle cose… che dissero… qui siamo
qui. Era così presso anche
lei, la ragazza, lasciati cadere
dalla fronte i dispetti, le ombre
nemiche, la muraglia ostile
che prima gli scagliava.
Che hai lì? Dove? Tra le mani.
Aveva tra le mani gracili che tendeva
una moltitudine di sentieri
dal profumo intenso di selva
che di sera s'era sentito smorire
e adesso anche queste vie qui
lo riverberavano. Dove? Li tenevi dove?
Lui disse trattenendo il fiato.
Qui erano. Sotto la tua giacca, quando
ti abbracciavo. E stettero così
che tutto l'universo passò loro tra i capelli
con le stelle che fluivano
le comete dentro i respiri trattenuti
nei passi circospetti che se ne andavano
con quella visione di sentieri
tra le ciglia.
Roma, 20 – 1 – 2003.
Il lume
Farsi lampade per sé e gli altri.
Forse questo è un giorno come un altro eppure
ha avuto un gesto iniziale: così i dormenti
da lungo letargo svegliandosi posano come
rinascendo lo sguardo sulle cose e dicono ecco
le cose, e tutto il loro tempo ricomincia da lì.
È accaduto che stamani mi risveglio e dico
è tempo forse che ognuno si metta in cuore
un lumino ed esca e vada per le vie
entri discreto nella case, magari si metta
buono in un angolo e lasci che grandi e piccoli
vedano la discreta luce e dicano ecco la luce
così che tutto il loro tempo ricominci da lì
e vada conformandosi come il luogo della luce
in cui si sciolga il buio portato dalla notte
e ognuno ritrovi pace, ritrovi il suo lume
nascosto da monti di roccia, e riconosca
il sé più proprio, il sé più vivo, dove
angeli si danno baruffe e intanto ridono
e cantano e comunque vada nel cantare
e ridere il loro muoversi lieto sempre in esso
giunge a conformarsi un volto, o forse il Volto
pieno d’assenza che solo, dicono, guardi
e veda come dicesse vedimi
tua luce nell’altrui luce e in essa sciogli le ansie
le mura della notte, le fatiche, quelle brame
da nulla a nulla, e senti dal riposo altrui
scendere nella tua carne il tuo riposo.
Nicodemo
È necessario rinascere, dall'acqua e dallo spirito.
(Giovanni, III,1-21)
Viene Nicodemo nella notte
lieve sulle ginocchia
si sussurra
a Cristo
che tutto intorno gli pispiglia
astri e abissi
hanno scavato Dio
in lui
che risuona di un silenzio
in abbocco alla morte.
Viene a Lui a chiedere un mantello
che lo avvolga delle migliaia
di notti che tolgono l’inferno
dallo sguardo.
Amen disse l’Unto,
il Christòs.
Roma, Casa delle Letterature, 27 – 4 – 2010.
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